Concetti Chiave
- Essere buoni in senso morale implica non solo compiere azioni giuste, ma anche avere motivazioni positive dietro tali azioni.
- Un'azione può essere considerata giusta ma non buona se è compiuta per motivi egoistici, come la vanagloria.
- La valutazione del bene morale si basa su aspetti specifici della personalità e su criteri giustificativi che possono essere impliciti.
- I criteri di bontà morale presuppongono una condivisione di valori tra chi giudica e chi ascolta.
- Il concetto di altruismo è spesso utilizzato come giustificazione per considerare un'azione buona, soprattutto se porta sollievo ad altri.
Il significato di essere buoni
In generale, il riferimento al motivo per cui si compiono le azioni sembra essere uno degli elementi principali grazie ai quali diciamo di qualcuno che è buono in senso morale. Per essere “buono”, cioè, non sembra sufficiente un comportamento corretto (“giusto”): secondo un esempio che viene fatto spesso, è un’azione giusta, e per alcuni un dovere, aiutare una signora anziana ad attraversare la strada. Si può essere tutti d’accordo che si tratti di un’azione giusta, che rimane tale qualunque sia lo stato d’animo del soggetto che compie l’azione. Ma per giudicare la bontà di questa azione il riferimento decisivo è proprio allo stato d’animo: se la signora è stata aiutata per vanagloria, l’azione rimarrà giusta, ma se questo è il motivo non sarà più considerata buona.
Valutazione del bene morale
Dunque, l’oggetto della valutazione del bene morale, è un aspetto particolare che consiste in qualche elemento della personalità di un essere umano o di più esseri umani. Ma sono particolari, nelle valutazioni di tipo morale, anche le ragioni o i criteri che adduciamo per spiegare la nostra valutazione: questi sono giustificazioni, argomenti di tipo morale, che magari consideriamo impliciti e che crediamo, spesso, che siano condivisi da chi ci ascolta, se non ci soffermiamo a spiegarli ulteriormente. La ragione o la giustificazione che diamo di un certo giudizio di bontà morale presuppone quindi che si accettino certi criteri di bontà morale. Se mi venisse richiesto di fornire una ragione per aver giudicato “buona” l’azione della persona che accompagna la signora al di là della strada, probabilmente risponderei che la “bontà” che attribuisco a quell’azione e, di conseguenza, a quella persona, consiste nel suo essere altruista o, più esplicitamente, nel fatto che questa persona ha procurato un sollievo o attenuato un disagio alla signora.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dello stato d'animo nell'azione morale?
- Cosa si intende per valutazione del bene morale?
- Qual è un esempio di azione considerata buona secondo il testo?
Lo stato d'animo è fondamentale per giudicare la bontà di un'azione; un'azione può essere giusta, ma se compiuta per motivi egoistici, come la vanagloria, non sarà considerata buona (come indicato nel testo).
La valutazione del bene morale riguarda elementi della personalità umana e le giustificazioni che forniamo per i nostri giudizi, che presuppongono criteri condivisi di bontà morale (come spiegato nel testo).
Un esempio di azione considerata buona è aiutare una signora anziana ad attraversare la strada, ma solo se l'azione è motivata da altruismo e non da vanità (come descritto nel testo).