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I sofisti


I sofisti sono considerati i primi insegnanti a pagamento della storia. Insegnavano la retorica, ossia l'arte del corretto uso della parola, l'abilità di trattare qualsiasi argomento.
Il termine “sofista” significava letteralmente “sapientissimo”, oggi invece questa parola ha assunto un'accezione negativa perché fa riferimento ad atteggiamenti poco spontanei.

Gli esponenti più importanti di questo movimento erano Protagora, Gorgia e i successori Produco, Ippica e Antifone. L'intero movimento era stato accusato di rendere forte un discorso debole, di sapere persuadere tramite la capacità di linguaggio.

La nuova virtù


Secondo i sofisti, la nuova virtù consisteva nel saper vivere in società, quindi partecipare ai dibattiti, convincere gli altri della validità della propria tesi->essere cittadini attivi
Per apparire tali, bisognava aver padronanza di linguaggio e sapere usare correttamente la parola.

Protagora


L’aforisma più celebre di Protagora è:
“L'uomo è misura di tutte le cose , delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono”
In questa affermazione, possiamo interpretare la parola “uomo” in diversi modi:
• come individuo
• come genere umano
• come civiltà
Quindi da questo pensiero emerge una visione relativistica della realtà, in quanto non esiste una verità assoluta che stabilisca cos'è giusto e cosa no, ma le cose sono valutate in modo soggettivo a seconda delle convinzioni delle comunità a cui gli uomini appartengono.

Il potere della parola

Anche se non esiste una verità assoluta, ma vari punti di vista, non significa che non si possa stabilire un criterio di giudizio. Esso è rappresentato dall'utile, ossia ciò che è bene sia per il singolo che per la comunità. Per raggiungere un consenso tra le due parti è necessaria la retorica, per convincere le altre persone della propria opinione.
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