pexolo di pexolo
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Immaginazione come Idra di Lerna

Nel libro IX, il discorso che riguarda la struttura della psyché insiste soprattutto sul primo dei tre elementi che la compongono: questa parte viene detta simile a quegli esseri mitologici che sono formati da animali diversi fra loro. Essa «ha la forma di un animale variegato e dalle molte teste (→Idra di Lerna) […] capace di trasformarsi e generare da sé tutte queste forme». Questa parte dell’anima è una facoltà metamorfica, in grado di assumere le più diverse forme (che qui sono forme animali) come spremendole da se stessa. Inoltre, questa immagine della psiché si dice venga «plasmata» con le parole e come esempio di materia plastica per eccellenza viene anche ricordata la cera: possiamo assimilare questo ibrido animale policefalo al principio metamorfico allo stato puro, alla pura plasticità in quanto capacità di assumere le forme più diverse. Il proliferare delle «teste», ossia delle forme-immagini, ricorda senz’altro la proliferazione inarrestabile (della «deriva», del «crescendo») che aveva contraddistinto le figure del Retore e del Mimo, ma fa anche tutt’uno col proliferare degli appetiti (che, avendo una consistenza immaginaria, sono soggetti alla proliferazione inarrestabile che è la cifra stessa dell’immaginario).

Nascita della Città

Il crescendo rossiniano che contraddistingue le pagine in cui Platone parla della nascita della Città è del tutto analogo al crescendo della mimesi (da una serie di casi singoli, di singole figure, a un imitare-immaginare più sistematico, a un vortice inarrestabile di immagini, tutte generate da una facoltà che aspira, con la figura del Mito Totale, ad assumere tutte le forme e a imitare tutte le cose, ossia una facoltà che aspira all’Artificio Totale, alla sostituzione immaginaria o simulata di tutto ciò che c’è). Sebbene i due scenari siano molto diversi, l’identità dello schema segnala che Platone sta parlando della stessa cosa e questa cosa è l’insinuarsi di un elemento immaginario, un elemento la cui legge dinamica è appunto l’effetto-valanga.

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