Video appunto: Platone - Educazione

Platone e l'educazione



Di uno stato bene ordinato la Repubblica traccia il quadro ideale. Platone non si nasconde che nessuno stato esistente risponde a quel modello, e che ben difficilmente il modello potrà essere realizzato: ma, risalendo all'idea stessa della giustizia, vuol dare l'immagine della perfezione, affinché gli ordinamenti effettivi si sforzino di avvicinarlesi il più possibile.
A tal fine vi è uno strumento indispensabile: l'educazione dei cittadini. L'educazione generalmente era lasciata, nell'antichità, all'iniziativa dei singoli; ma Platone (influenzato, come Senofonte e parecchi sostenitori dell'aristocrazia, da esempi spartani) vuole che essa sia curata dallo stato. L'educazione è compito dello Stato perché solo attraverso l'educazione dei cittadini lo stato può conservarsi.
Diverso è il fine a cui l'educazione deve indirizzare le tre classi sociale, e diversi, quindi, anche i mezzi. I guerrieri devono imparare a difendere la patria, e i più capaci tra loro, quando abbiano raggiunto la maturità, a governarla. Prese insieme, queste due classi (tra le quali, dunque c'è passaggio) formano quelli che Platone è solito chiamare "custodi". Per esse, e per esse soltanto, vige un regime di comunione, non solo dei beni, ma delle stesse famiglie. Tale regime dovrebbe stabilire nelle classi superiori una forte coesione morale, e un'assoluta dedizione al bene comune. I giovani ameranno e rispetteranno gli anziani, ciascuno dei quali potrebbe essere il loro genitore, e gli anziani si sentiranno più legati ai giovani, tra cui non sapranno quali siano i loro figli. Le unioni saranno predisposte volta per volta dallo stato, secondo le regole dell'eugenetica, e le donne, affidando i loro nati alle cure di istituti pubblici, saranno presto libere per riprendere la loro attiva partecipazione (inaudita in Atene) alla vita dello stato. A questo ideale Aristotele muoverà forti obiezioni, dettate dal buon senso. Del resto Platone stesso modificherà parecchie sue vedute politiche nell'ultima fase del suo pensiero.