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Riassunto dell'Apologia di Socrate

L’apologia di Socrate, scritta da Platone, racconta la lunga sentenza a cui Socrate fu sottoposto, perché era stato accusato di “passare troppo tempo nell’indagine sulla terra e sul cielo, e di rendere più forte il discorso più debole ed insegnare agli altri queste cose”.
Sempre nella medesima apologia, Socrate era stupito del fatto che i suoi accusatori affermassero che non bisognava farsi trarre in inganno da lui, perché era un abile oratore. Socrate faceva una distinzione tra due tipi di accusatori: quelli antichi e quelli recenti.
I più antichi erano quelli da temere maggiormente, poiché fin dal principio denigravano i pensieri di Socrate; questi erano coloro che avevano cercato di convincere la maggior parte delle persone, presenti nel tribunale quando erano più giovani e vulnerabili, quindi più influenzabili.
Così Socrate, dedicò una parte della sua arringa difensiva a smentire tutto ciò che era stato affermato contro la sua persona e puntualizzò che non ricevette nessun compendio in denaro per i suoi insegnamenti, che non era come i sofisti che chiedeva somme ingenti di denaro per istruire i figli delle persone più abbienti.
Platone, che nell’opera “Apologia di Socrate” incarna il suo maestro, per sottolineare l’innocenza di Socrate, narra la storia di Callia, che spese molti soldi con i Sofisti per fare istruire i suoi figli.
Infatti Socrate sosteneva di non fare parte di coloro che istruivano per poi ricevere denaro, perché non ne era in grado.
Da questa apologia, si comprende la dote che aveva Socrate, l’arte dell’oratoria, infatti, lo stesso Platone ci racconta che quando Socrate parlava nell’agorà, gli ateniesi rimanevano a bocca aperta, per i suoi discorsi carichi di pathos, e anche per questo motivo fu molto criticato dalle persone, invidiose di non possedere un'arte così sviluppata nel campo dell’oratoria.
Gli elementi che caratterizzano l'Apologia di Socrate possono essere riassunti in tal modo:
1) Socrate non fu mai né filosofo né sofista, come afferma lui stesso, tramite le parole del suo discepolo.
2) L'oracolo di Delfi: Socrate scoprì che la sua sapienza derivava dall'ignoranza altrui.
3) L’accusa mossa da Meleto che affermava che Socrate corrompesse i giovani, ma non sapeva cosa significasse educare e corrompere.
4) La divina missione, Socrate ha sempre seguito la sua voce interiore, ha sempre rispettato la legge, la stessa legge che lo condannò al suicidio, anche se non condivise l’estrema sentenza.

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