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Nascita e definizione di "filosofia", i naturalisti ionici e Eraclito

Tra il VI e il V secolo a.C. nella penisola greca e nelle rispettive colonie, nasce la filosofia. Ci sono tre aspetti fondamentali:
a. contesto storico-culturale della polis: Esistono diversi tipi di filosofie, ad esempio le filosofie orientali che sono più antiche e diffuse della filosofia greca. Quest'ultima si afferma in Europa e dal '700 in poi coinvolge anche l'America. Le differenze della filosofia greca rispetto alle altre:
• impiego razionale del termine philosophìa, volto a indicare un atteggiamento di indagine naturale, di critica, di libertà e ricerca di dimostrazioni attraverso affermazioni e confutazioni;
• simili caratteristiche si trovano insieme in un determinato periodo storico e in una determinata posizione geografica, mentre non possiamo dire lo stesso per le altre filosofie che invece hanno solo alcune di queste caratteristiche. Queste ultime si riferiscono alla "visione del mondo".
La città-stato(pòlis):
• organizzazione sociale e politica. In Grecia, a differenza delle civiltà dell'antichità come gli egizi, che contavano su un potere unico, vi era un'intensa frammentazione politica caratterizzata dal dominio di gruppi aristocratici di ricche famiglie o tribù. Questo genera dei nuclei politico-sociali chiamati poleis.
condizioni culturali per la nascita della filosofia:
1. lo scontro e l'incontro. La frammentazione politica scatena da un lato i conflitti interni alle città-stato, ma dall'altro favorisce il confronto tra i diversi gruppi di potere. Questo dà vita alla filosofia politica.
2. l'isonomia. La mancanza di sovranità assoluta include il dissenso e favorisce il passaggio di aristocrazie a forme di governo democratiche. L'isonomia è l'uguaglianza politica di tutti i cittadini(solo quelli con diritto di cittadinanza).
3. il governo e la legge. Fenomeno della legislazione. La legge per i Greci è un'entità astratta che rispecchia dei valori. Si noti l'ambivalenza (la legge è il frutto di un accordo tra persone, ma la sua validità va al di là di esse, conferendole un significato ideale).
4. gli dei e gli uomini. La religione dei Greci è decentrata, pluralistica e antropomorfica. La religione greca non costringe il rispetto per i dogmi o di verità rivelate, ma offre molteplici prospettive di vita.
5. la lingua e la koinè culturale;
b. origine e significato della parola "filosofia";
il termine filosofia è composto da due parole philèin = amare e sophia = sapere.
nella prima parola, che esprime la "tendenza" o il "desiderio"(philia) della conoscenza.
nella seconda parola: il sapere(sophìa).
c. fonte da cui la filosofia trae alimento e ispirazione.
NATURALISTI IONICI
intendevano l'indagine filosofica secondo le caratteristiche ben determinate dell'oggettivismo.
1. l'oggetto della riflessione e del sapere è la natura, intesa come comprensiva di tutti i possibili oggetti d'indagine, incluso l'uomo;
2. la natura è il principio generale(archè) da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna;
3. in quanto organica, cioè composta di parti che dipendono l'una dall'altra attraverso un costante rapporto reciproco, la natura è sempre vita, in questo pensiero non vi è alcun dualismo tra vivente e non vivente: questa è l'espressione più chiara dell'ilozoismo, vale a dire l'animazione universale di tutta la materia;
4. Il compito del sapere filosofico è cercare nella natura queste sostanze da cui tutto dipende;
5. la ricerca dei principi implica una ben precisa struttura logica del ragionamento, in corrispondenza della struttura fisica della natura.
La natura è composta da parti o elementi: alcuni cambiano e si trasformano, ma nella loro sostanza permangono.
Sono differenti nell'esatta misura in cui contengono qualcosa di uguale.

TALETE
Il fondatore del naturalismo ionico è Talete, il primo a distanziarsi dalla cosmologia. Sosteneva che l'acqua fosse l'unico principio da cui tutto è costituito:
1. ragionamento induttivo, ovvero parte da molte ipotesi/affermazioni e ne trae una conclusione;
2. l'acqua è la materia più fluida e plasmabile.
3. sosteneva che la Terra fosse piatta e non più sostenuta da un dio, ma sostenuta dall'acqua.

4. mediante la razionalizzazione degli antichi miti del Chaos e dell'Oceano padre degli dèi.
ANASSIMANDRO
Prima svolta fondamentale nel pensiero greco, lui non identifica l'acqua come principio del tutto, ma nell'àpeiron. lo intendeva come infinito e illimitato o indefinito e indeterminato.
1. aspetto logico-linguistico. L'àpeiron si deve intendere come indeterminato, poiché l'indeterminatezza è un'indicazione che esprime un infinito per qualità. Sostiene che un elemento della natura è qualcosa di determinato e che non può spiegare la ragione di essere delle altre cose determinate.
2. aspetto fisico. Parla dell'àpeiron come soggetto e non come predicato o attributo, cioè lo tratta come una sostanza primordiale da cui tutto nasce e in cui tutto di nuovo si dissolve. Si parla di "indeterminatezza qualitativa".
3. sosteneva che la Terra non fosse sostenuta da nulla e che fosse di forma cilindrica, il fatto che non era sostenuta da nulla è perché non ne aveva il bisogno, infatti Anassimandro pensava che la Terra fosse al centro dell'universo e di conseguenza in condizioni da mantenere una certa stabilità.
4. Queste molteplici contraddizioni richiedono qualcosa che le tenga insieme, ovvero l'individuazione poiché bisogna affidarsi a concetti astratti per avere una visione globale.
5. L'àpeiron va concepito non come terra intesa come elemento della natura, bensì come pulviscolo, cioè un insieme di particelle materiali non ancora organizzate e strutturate, ovvero hanno un aspetto indeterminato, indefinito.

ERACLITO
Eraclito costituisce un caposaldo del pensiero occidentale. La sua dottrina "dell'eterno divenire", conosciuta come eraclitismo, ha percorso tutte le epoche storiche fino a noi.

Gli elementi di questo pensiero sono tre:
1. l'oggetto: ovvero la concezione della natura e del suo principio;
2. il metodo: modalità che l'uomo deve utilizzare per comprendere la natura;
3. il linguaggio: esprime le cose naturali e l'intelligenza che le comprende.
Per Eraclito la natura non è un'insieme di cose, ma è la stessa totalità di esse sorretta da leggi interne che stabiliscono le relazioni tra le sue parti.
Egli parla del fuoco come quel principio che crea e che tiene unite le cose attraverso i medesimi principi dei primi naturalisti ionici. Sostiene che la stessa anima umana è un fuoco interno che si alimenta tramite la respirazione e si esprime attraverso i sensi.
Il fuoco non è inteso come sostanza fondamentale di tutte le cose, ma viene inteso come espressione della trasformazione stessa. Ciò dipende da due ragioni, una fisica e una logica:
1. Dal punto di vista fisico esso è l'unico elemento intrinsecamente instabile, il principio della materia non è per Eraclito l'essere, ma la forza.
2. Dal punto di vista logico è la causalità che ne determina il cambiamento. In senso figurato si può affermare che il fuoco rimane immutabile come sostanza: la sua immutabilità è quella dell'infinito mutamento. Ciò che non ha mai fine è l'eterno divenire della natura.
Il mutamento indica il passaggio da uno stato fisico ad un altro, per cui se estremizziamo questo, incontriamo dei limiti.
Questi limiti sono i termini contrari. Tra gli opposti c'è sempre lotta, perciò nessuno può esistere senza l'altro. La lotta si conclude nella sua conservazione. Il divenire della natura ribadisce costantemente la tensione tra gli opposti e tramite essa la profonda armonia.

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