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I medici alessandrini


All'inizio del periodo ellenistico, Alessandria si distinse per i suoi studi medici e per gli illustri e numerosi esponenti in questo campo.
Nel museo di Alessandria venne infatti raccolto tutto il materiale della scienza medica greca, convogliato in una raccolta, il Corpus Hippocraticum, una composizione monumentale di trattati di medicina attribuibili ad Ippocrate di Cos ( vissuto tra il 460-377 a.C).
La medicina greca si concentrò principalmente sullo studio del corpo umano, in particolar modo studiandone la struttura, precisamente l'anatomia, partendo dal sezionamento dei cadaveri, il metodo di analisi più diffuso, allora.
Fu questo il periodo in cui cominciò lo scontro tra due differenti approcci, quello dei medici razionalisti e quello dei medici empiristi: i primi erano interessati a risalire alle cause occulte delle malattie, quindi delle alterazioni del corpo umano; i secondi indagavano le cause manifeste, quelle empiricamente visibili (che oggi definiremmo come sintomatologia), ritenendo inutile risalire a cause occulte, non individuabili attraverso un approccio empirico, ma spesso individuate con pratiche legate alla magia, o all'alchimia.
A queste due direzioni si aggiunse un indirizzo eclettico, che riteneva utile cogliere le cause di uno stato patologico unitamente alle manifestazioni empiricamente individuabili di esso.
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