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La logica aristotelica - La logica del concetto

Prendendo in esame la logica del concetto, si può subito dire che i concetti sono tantissimi ed innumerevoli, ma che nonostante ciò essi si possano tutti organizzare secondo i criteri di genere e specie, introdotti da Aristotele a tal scopo di catalogazione. Se un concetto è molto generico significa che può essere riferito a tante cose, ma ci dice poco a riguardo della oosa che viene presa in analisi dalla nostra mente. Se invece un concetto è specifico ci dà maggiori informazioni riguardo una determinata cosa, ma può essere riferito a meno cose, il che riduce la portata dell'applicabilità di tali informazioni. Di solito un concetto è genere rispetto a un determinato concetto e specie rispetto a un altro. Per esempio “gatto” è genere rispetto a “siamese”, mentre è specie rispetto a “felino”. In questo modo si può formare una catena secondo i criteri di genere e specie. Questa catena però non può essere infinita e ci sono quindi, alle due estremità della catena, dei concetti che rappresentano i generi sommi e dei concetti che rappresentano la specie infima. I generi sommi sono le categorie, mentre la specie infima è rappresentata dall’individuo. Una riflessione importante di Aristotele era legata alla verità. Egli disse innanzitutto che tutti i concetti presi singolarmente erano sempre veri. La misura della verità è legata alla realtà, che Aristotele definì lo specchio che separa le supposizioni dalle verità oggettive del mondo. In ciò la verità è tale di importanza da essere l'obiettivo a cui arrivare in un qualunque momento della nostra vita.

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