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La logica aristotelica - La struttura della logica

La logica non è considerata da Aristotele una scienza determinata perché essa è una componente che serve in qualsiasi attività, in qualsiasi pretesto nel corso della nostra vita che implichi l'uso del raziocinio e della mente. Il termine logica fu coniato successivamente perché rappresentava uno studio sul logos,ovvero sul pensiero, mentre all'epoca antica, Aristotele usava il termine “analitica”. Aristotele è considerato il fondatore della logica, colui che ne dettò i canoni e che introdusse questo campo della filosofia che verrà molto dibattuto nelle età successive, sia dalla filosofia cattolica che dal grande Immanuel Kant. È fondamentale per lo studio della logica il principio di identità e non contraddizione, il quale afferma che un essere non può essere contemporaneamente una cosa e il suo opposto perché ogni essere ha una sostanza ben determinata, che lo costituisce e ne conferisce l'essenza prima dell'essere. La logica è strutturata in modo da passare dalle cose più semplici e basilari a quelle più complesse : i sillogismi, di cui il padre è proprio Aristotele sono la chiara espressione di ciò. È suddivisa in logica del concetto, con le quali si costruiscono le categorie principali e i concetti più semplici e primari, in logica delle proposizioni, che serve per comporre le frasi, e in logica del ragionamento, che occorre per compiere ragionamenti sensati; Aristotele parla di queste tre categorie della logica in tre opere : Le "Categorie" è l’opera che tratta la logica del concetto, "Sull’interpretazione" si occupa,invece, della logica delle proposizioni, mentre la logica del ragionamento è sviluppata in due opere, Analitici I e Analitici II.

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