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L'ipotesi atomistica


Le filosofie che nascono dall'eleatismo - atomismo eccettuato - non recano grandi apporti alla mentalità scientifica. In Empedocle si manifesta una regressione verso il mito e la magia; anche se, come medico e guaritore, egli sebbe ottenere gran fama, e perfino liberare Selinunte da una epidemia, facendo prosciugare una palude. Al contrario di lui Anassagora si atteggiò a pensatore rigorosamente positivo (o "fisico", come allora si diceva): ma la sua teoria esclusivamente qualitativa, per quanto geniale, mal si prestava agli sviluppi che Anassagora avrebbe voluto darle; e le sue spiegazioni dei fenomeni risultavano difettose.
Leucippo e Democrito, al contrario, pur non inserendosi nel corso della scienza come tale, proposero un modo di pensare da cui la scienza trarrà grandi frutti. Democrito va in traccia, con la sola ragione, di una realtà più fondamentale dell'esperienza diretta, enella quale si trovano le vere e costanti ragioni dei fenomeni che si presentano ai sensi. Il presentarsi ai sensi è l' "apparire" (doxa, tradotto anche "opinione": parola parmenidea); ma la "verità" di questo apparire si trova su un piano più profondo: in certi fatti che noi non cogliamo direttamente con i sensi, e di cui l'apparenza sensibile è solo un risultato secondario.
Che i fatti che si svolgono sul piano fondamentale della realtà consistano in un aggregarsi e disgregarsi di particelle, troppo piccole per essere colte coi sensi, può essere stato suggerito a Democrito da certe osservazioni. Per esempio, un panno bagnato asciuga senza che noi lo strizziamo: dunque, bisogna ammettere che particelle di acqua lo abbandonino a poco a poco. Ma la fortuna di questo modo di vedere - che sppiega i fenomeni meccanicamente, cioè sulla base di un movimento reciproco di elementi materiali dati - è dovuta, senza dubbio, al fatto che esso presuppone, a fondamento di tutti i fenomeni naturali, gli stessi processi con cui noi stessi possiamo trasformare la realtà. Infatti, per ottenere un effetto nel mondo che ci circonda, noi dobbiamo sempre in ultima analisi avvicinare o allontanare parti materiali tra loro. Nasce, così, il concetto della "spiegazione" operativa dei fenomeni: una spiegazione si ottiene quando si indichi un processo attraverso cui noi stessi potremmo ottenere il fenomeno dato.
Questo aspetto del sapere scientifico è diverso, sia dalla teoria o contemplazione, sia dall' "investigazione". La teoria mette a capo una pura legge matematica, sovraordinata ai fenomeni che ne dipendono; l'investigazione - quando igunga a formulare leggi - le concepisce come leggi interne di uno sviluppo concreto. La spiegazione, di cui Democrito ci dà per sempre l'esemplare, è invece, piuttosto, l'indicazione di un procedimento possibile per ottenere l'oggetto studiato. Così, se noi potessimo congiungere e separare atomi a volontà otterremmo ogni possibile trasformazione: compreso, poniamo, il ringiovanimento di un organismo con procedimenti puramente meccanici, mentre nessuna medicina empirica, o anche magica, potrebbe ottenere la stessa cosa.
Di fatto, però, gli atomisti antichi non ci diedero prestazioni scientifiche vere e proprie: si limitarono a postulare la possibilità di una spiegazione razionale di ogni evento, in base a pura necessità meccanica, ma non ottennero risultati effettivi. Ad essi si può, tuttavia, far risalire la formulazione scientifica del principio di conservazione della sostanza (per gli atomisti, della materia degli atomi), al di sotto di ogni trasformazione, ricondotta a semplice spostamento di atomi.
Con ciò, alla fine del V secolo, i principali indirizzi della futura ricerca scientifica: teoria pura, investigazione empirica, spiegazione meccanica, si sono delineati.
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