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1- Talete, Anassimandro e Anassimene
Talete di Mileto
Fu iniziatore della filosofia del physis, ovvero della natura, cioè che è reale e materiale opposto alla metafisica, come realtà prima e fondamentale, in quanto affermò per primo che esiste un principio originario unico, che doveva essere origine, termine ultimo e permanente sostegno di tutte le cose. Tale asserzione sono basate da Talete sul puro ragionamento (logos) e al suo nome è legato anche un teorema di geometria e la nuova concezione di Dio in cui predomina l ragione. Per lui l'archè è l'acqua che è divina, infatti tutto è pervaso dal principio originario, quindi tutto è pieno di dei.
Anassimandro di Mileto
Come Talete sostiene che Dio diventa il Principio e che in quanto Principio divino non nasce né perisce. L'archè è l'àpeiron, cioè ciò che è privo di limiti sia interni che esterni, ovvero una realtà infinita e indefinita da cui provengono tutte le cose che sono. Le cose nascono per ingiustizia e muoiono per espiazione e il tempo è come un giudice supremo che assegna a ciascuno dei contrari, ponendo il termine dell'uno e dell'altro. Anassimandro spiega anche la genesi del cosmo, attraverso il movimento dei due primi contrari fondamentali: il caldo e il freddo che passando dallo stato liquido a quello solido avrebbero dato vita alla terra, ai mari, i primi animali e successivamente quelli più complessi.

Anassimene di Mileto (discepolo di Anassimandro)
L'archè è l'aria, scelta da Anassimene per la sua natura mobile e in perenne movimento, e perchè meglio si presta alle variazioni e alle trasformazioni necessarie per far nascere le diverse cose e ritiene che l'aria sia divina e che l'anima sia aria, inoltre rappresenta l'espressione più rigorosa e più logica del pensiero della Scuola di Mileto, perchè ritenendo che le cose si formano per rarefazione e condensazione, introduce la causa dinamica, di cui non avevano trattato Talete e Anassimandro.
2- ERACLITO → nulla rimane invariato → PRINCIPIO DINAMICO → non è un vero e proprio naturalista perchè usa l'acqua del fiume solo come esempio
Ritiene che tutto scorre (panta rhei), ovvero nulla resta immobile e fisso, ma tutto cambia e si trasforma senza eccezione, come una corrente di un fiume, che è apparentemente sempre lo stesso, mentre in realtà scorre ed è costituito da acque sempre diverse e quindi noi entriamo e non entriamo nel medesimo fiume e che per esserci dobbiamo non essere quello che eravamo in precedenza e che solo non possiamo bagnarci due volte nel medesimo fiume, ma nemmeno una, dato il flusso continuo. Ritiene anche che il divenire sia caratterizzato da un continuo passare da un contrario all'altro e che fra i contrari ci sia una guerra perpetua che però si rivela essenziale in quanto crea armonia, nonostante costituisca un contrasto, infatti lo scorrere perpetuo delle cose e il divenire universale si rivelano come armonia di contrari.
3- Pitagora e pitagorici
I Pitagorici indicarono nel numero e nei suoi costitutivi il principio e furono i primi a notare che in tutte le cose esiste una regolarità matematica, ossia numerica. E in questo fu determinante la scoperta che i suoni e la musica, intensi come mezzo di purificazione, fossero traducibili in rapporti numerici e rappresentabili attraverso la matematica e altrettanto importante dovette essere la scoperta dell'incidenza determinante del numero nei fenomeni dell'universo, che sono leggi numeriche che determinano l'anno, le stagioni, i mesi e i giorni. Per noi il numero è un'astrazione mentale, invece fino ad Aristotele, il numero è una cosa reale, anzi la più reale fra le cose e in quanto tale deve essere considerato il principio costitutivo delle cose.
Il numero però derivano da ulteriori elementi, ovvero due elementi risultano costituire il numero: uno indeterminato o illimitato e uno determinante o limitante. I Pitagorici consideravano i numeri pari come "rettangolari" e quelli dispari come "quadrati" e per loro l'uno non è né pari né dispari: è un parimpari e identificarono come numero perfetto il 10 e veniva raffigurato come un triangolo. Nasce dai pitagorici anche la teorizzazione del "sistema decimale" e cercarono anche di combinare l'idea della decade con quella dei contrari, compilando la tavola dei dieci supremi contrari che associava a ogni numero dall'1 al 10 una coppia di contrari (esempio: limite/illimite, dispari/pari, uno/molteplice, maschio/femmina...).
I Pitagorici coltivavano la scienza come mezzo per raggiungere un altro fino ovvero la pratica di un tipo di vita atto a purificare e a liberare l'anima dal corpo e Pitagora sembra essere stato il primo a sostenere la dottrina della metampsicosi, vale a dire quella dottrina secondo la quale l'anima a motivo di una colpa originaria è costretta a reincarnarsi in successive esistenze corporee per espiare quella colpa. I Pitagorici quindi additarono nella scienza la via per la purificazione ed essendo il fine il tornare a vivere con gli sei, introdussero il concetto del retto agire umano come un vivere in comunione con la divinità e furono gli iniziatori di quel tipo di vita chiamato vita contemplativa o pitagorica, cioè una vita spesa nella ricerca della verità e del bene tramite la conoscenza.

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