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Etica e politica degli stoici

Lo stoicismo elabora una dottrina etica e una concezione politica. La dottrina etica è centrata sul dovere e basata sulla tesi della predetenzione, secondo la quale gli avvenimenti accadono in conformità alla provvidenza divina o al destino. Il dovere prescrive l’uomo a comportarsi conformemente all’ordine naturale-razionale che è comune all’uomo e al mondo, ossia vivere in armonia con se stessi e a compiere le azioni dettate dalla ragione la quale consente di “vivere secondo natura” cioè “ritornare alla propria casa”. Pertanto l’uomo è virtuoso e libero quando accetta pienamente ciò che egli è per natura e la necessità degli avvenimenti rispetto ai quali il saggio quando pratica l’indifferenza. L’uomo è virtuoso e libero quando pratica l’indifferenza che genera apatia (liberazione dalle emozioni) e quindi atarassia (calma assoluta).

La concezione politica dello stoicismo è improntata al cosmopolitismo in base al quale il cosmo è una immensa società permeata e governata dalla ragione divina (logos) che accomuna tutti gli uomini, i quali sono tra loro simili,pertanto il saggio nutre verso chiunque benevolenza e rifiuta tutte le discriminazioni. Si deve innanzitutto obbedire alla legge di natura che è uguale per tutti gli uomini, superiori a tutte le leggi umane e valida in tutto il mondo; perciò l’universo è paragonabile ad una unica città.

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