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Eraclito e la sua vita


Eraclito nasce verso il 535 a.C. ma anche della sua vita si hanno poche notizie, soprattutto perché della sua opera “intorno alla natura” sono sopravvissuti solo pochi frammenti. Egli è nato a Efeso da una famiglia aristocratica, ed è un ragazzo dal carattere molto scontroso e solitario, che rinuncia alla ricchezza e al potere.
Eraclito considera la maggior parte degli uomini dei dormienti, il cui sapere, superficiale, è intriso di pregiudizi ed errori. Ai dormienti poi Eraclito contrappone gli svegli, ovvero coloro che hanno abbandonato l’illusione e la superficialità, dedicandosi al vero senso delle cose e sono capaci di guardarsi dentro.
Filosofo infatti è proprio colui che indaga a fondo la propria anima illimitata e l’anima offre a ciascun uomo la possibilità di una ricerca infinita. Nella propria critica inoltre Eraclito include gran parte degli intellettuali del tempo, come poeti( tra cui Omero, Esiodo e Archiloco),storici ecc.esperti in molti campi ma incapaci di cogliere la verità. Il termine polymathia significa multiscienza e indica appunto la loro superficialità. La visione del mondo di Eraclito si può riassumere con la parola “Panta rei” che significa tutto scorre, anche se in realtà questa frase non compare nei suoi frammenti ritrovati ma risale bensì al suo discepolo Cratilo.La realtà infatti non è statica, ma un flusso perenne, ogni cosa non rimane mai la stessa ma cambia e si trasforma in un devenire continuo. Questa trasformazione però non avviene in modo casuale e disordinato, ma secondo una legge universale. Il divenire continuo è causato dal conflitto degli opposti, e la legge universale che governa questo conflitto è l’armonia degli opposti senza la quale nulla esisterebbe. Ciò perché gli opposti, pur essendo in contrasto, sono complementari e non potrebbero esserci l’uno senza l’altro. Senza il conflitto quindi non ci sarebbe la vita.
Nei suoi scritti Eraclito utilizza spesso il termine logos ma con 4 significati diversi:
1) logos indica la legge universale, ovvero il principio divino che governa il mondo;
2) logos indica la ragione umana, che comprende la legge universale;
3) logos indica la manifestazione linguistica di ciò che la ragione umana ha compreso con la realtà;
4) logos indica la dottrina di Eraclito.
Egli inoltre riconosce una corrispondenza tra:
- il piano della realtà, rispetto al quale il logos è la legge universale;
- il piano della conoscenza, rispetto al quale il logos è la ragione umana;
- il piano del linguaggio, rispetto al quale il logos è il discorso filosofico.
Eraclito in questo modo intuisce per la prima volta l’identità di realtà, conoscenza e linguaggio.
Eraclito ha una concezione panteistica della realtà. Il principio divino è l’eterna legge cosmica, il logos immanente all’universo rappresentante l’unità di tutti i contrari. Il fuoco è l’elemento che simboleggia meglio la natura del dio-cosmo.
Esso è un elemento vivo, mobile, in continuo mutamento ed è il principio di creazione e distruzione. Secondo il filosofo, il fuoco (archè) è l’origine e la causa del mutamento della natura, tutto ha infatti origine da esso tramite la condensazione progressiva in acqua e poi terra tramite il processo di “via in giù”. Eraclito immagina poi anche una “via in su” in cui ogni cosa ritorna fuoco.
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