Concetti Chiave
- Epicuro, nato nel 341 a.C. a Samo, inizia a filosofare a 14 anni e sviluppa un pensiero originale, fondando una scuola accessibile a uomini e donne ad Atene.
- La filosofia di Epicuro è centrata sulla ricerca della felicità, vista come liberazione dalle paure e dal dolore, perseguendo un piacere moderato.
- Distinguendo tra piaceri stabili e in movimento, Epicuro sostiene che la vera felicità risiede nell'atarassia e nell'aponia, ovvero nell'assenza di turbamento e dolore fisico.
- L'amicizia è considerata un bene intrinseco, non legata all'utile, e il vero amico è colui che offre supporto senza cercare vantaggi personali.
- Epicuro invita a "vivere nascosti" per evitare il turbamento dell'ambizione e della politica, enfatizzando la solidarietà tra gli uomini come fonte di piacere.
Infanzia e formazione di Epicuro
Figlio di Neocle, nacque nel 341 a.C. a Samo dove già a 14 anni iniziò a filosofare e ascoltare il platonico Panfilo e il democriteo Nausifone al quale sarà più vicino. In seguito Epicuro svilupperà un suo pensiero, definendo “Lerocrito” (chiacchierone) il suo ispiratore. A 18 anni va ad Atene e forse seguì Aristotele e Senocrate, capo dell’accademia platonica. Produsse più di 300 scritti di cui restano solo tre lettere conservate da Diogene Laerzio: a Erodoto (fisica); a Meneceo (etica); a Pitocle (meteorologia). Rimangono anche Massime capitali, il Testamento, Sentenze e Sulla natura. La sua scuola ateniese era accessibile a uomini e donne, aveva carattere religioso e aveva sede nel suo giardino infatti i suoi seguaci sono i filosofi del “Giardino” e consideravano il loro maestro “divino”, ma nessuno di essi diede un contributo originale alla dottrina epicurea.
Filosofia della felicità
Epicuro vede nella filosofia uno strumento per raggiungere la felicità, intesa come liberazione dalle passioni e dalla irragionevolezza: se l’uomo è infelice è per causa delle paure. Infatti è definito il filosofo del piacere, poiché invita gli uomini a perseguire il piacere moderato. Per questo lui fornisce un quadrifarmaco capace di: eliminare il timore degli dei (loro, beati, non si occupano degli umani); eliminare il timore della morte (quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo noi essendo fatti di atomi); rendere accessibile il piacere (è facile da raggiungere e ci appaga); dimostrare la lontananza del male (se è acuto passerà o porterà alla morte, se è lieve si può sopportare).
Etica epicurea e piacere
L’etica epicurea consiste nella ricerca della felicità che coincide con la virtù, il principio e il fine della vita beata. Si raggiunge grazie al criterio della scelta, mediante il quale si valuta ogni bene (mentre il criterio dell’avversione costituisce il dolore). Ricercarlo non è una forma egoistica, ma coincide con l'ordine dei doveri naturali e dei piaceri naturali, esso è moderato e non edonistico, poiché bisogna fare una scelta delle conseguenze e le azioni non devono creare problemi agli altri.
Distinzione dei piaceri
Il filosofo distingue il piacere stabile, ossia catastematico, da quello in movimento, cioè cinetico e pieno di gioia e letizia; la felicità risiede nella prima perché non si soffre, essa è l’atarassia, ossia l’assenza di turbamento dell’anima e l’aponia, cioè l’assenza di dolore fisico che sono piaceri stabili. Per raggiungere l'assenza di turbamento e l'assenza di dolore fisico, Epicuro fa un calcolo dei bisogni ascoltando le emozioni (piacere e dolore). Egli distingue i bisogni in: necessari(autentici) ovvero i doveri naturali; naturali e non necessari; non naturali e non necessari. La felicità per Epicuro è negativa, perché risiede nella distruzione del dolore e per questo egli invita l’uomo a valutare i propri desideri e rinunciare, facendo un calcolo delle conseguenze, a quei bisogni e a quei piaceri che procurano turbamento e sopportare quei dolori che porteranno ad avere un grande piacere.Egli introduce nel «calcolo» dei piaceri la riflessione e la razionalità. Grazie alla saggezza gli uomini scelgono i piaceri e i bisogni da perseguire.
Saggezza e amicizia
Egli afferma: «di tutte le cose che la saggezza ci offre per la felicità della vita, la più grande è di gran lunga l’acquisto della felicità». (Massime capitali, 27)
L'amicizia nasce dall' utile, ma è un bene di per sé. Il vero amico, per Epicuro, è colui che non cerca sempre l'utile, né chi non congiunge mai l'utile all'amicizia. Il vero amico non ricerca vantaggi dall'amicizia, ma quando è il momento sa aiutare gli amici in difficoltà. L’edonismo, ossia la ricerca di un piacere senza freni, entra in conflitto anche con la nozione di saggezza secondo la concezione epicurea. Il saggio persegue la saggezza indipendentemente dall'utile e non commette un'ingiustizia, anche se il suo gesto resta nascosto, non avrà conseguenze negative. Per Epicuro: «È non solo più bello, ma anche più piacevole fare il bene anziché riceverlo» (Frammento 54)
Politica e ambizione
Il piacere giustifica la solidarietà fra gli uomini. Tuttavia, il motto di Epicuro è «vivi nascosto», poiché invita gli uomini a non occuparsi di politica. L’ambizione crea turbamento nell'animo umano.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della filosofia secondo Epicuro?
- Come si distingue l'etica epicurea dalla ricerca del piacere?
- Qual è la differenza tra piaceri catastematici e cinetici?
- Qual è l'importanza dell'amicizia nella filosofia epicurea?
- Qual è la posizione di Epicuro riguardo alla politica?
Epicuro considera la filosofia come uno strumento per raggiungere la felicità, liberando l'uomo dalle passioni e dalle paure, in particolare il timore degli dei e della morte.
L'etica epicurea non è egoistica; la ricerca della felicità coincide con la virtù e si basa su scelte che non creano problemi agli altri, promuovendo un piacere moderato e naturale.
Epicuro distingue tra piaceri catastematici, che sono stabili e portano atarassia, e piaceri cinetici, che sono momentanei e pieni di gioia; la vera felicità risiede nei piaceri stabili.
L'amicizia è vista come un bene in sé, non legato all'utile; il vero amico è colui che aiuta senza cercare vantaggi, e la saggezza è fondamentale per mantenere relazioni genuine.
Epicuro invita a "vivere nascosto" e a non occuparsi di politica, poiché l'ambizione può creare turbamento nell'animo umano, mentre il piacere giustifica la solidarietà tra le persone.