Sapiens 7299 punti

Il relativismo e il convenzionalismo delle leggi spingono sempre più a teorizzare che le leggi sono espressione degli interessi dell’individuo, del suo utile. L’azione dell’individuo appare sovrana, soprattutto quando è in grado di imporsi con la forza. Una prova della diversità di posizioni politiche presenti tra i Sofisti e dei cambiamenti prodotti dalla situazione politica è data da Crizia. Questi è capo della fazione aristocratica e filospartana in Atene e “leader” del governo dei Trenta Tiranni, lontano, dunque, da quella fede democratica a cui si sono ispirati molti altri Sofisti. La sua concezione della politica (leggiamo nel Sisifo satiresco, da lui ispirato o scritto) prende le mosse
dall’idea di uno stato originario di natura dominato dalla violenza e dall’istinto ed afferma che gli uomini inventarono la legge proprio per instaurare un ordine.
La legge ha quindi solo un significato convenzionale. Crizia riprende l’argomento di Antifonte sull’incapacità della legge umana di punire coloro che la violano di nascosto, per elaborare una interpretazione del fenomeno religioso ancora più “eversiva” di quella di Prodico.

La religione è stata, secondo Crizia, escogitata da un ingegnoso governante il quale, per evitare che gli uomini violassero di nascosto le leggi da lui emanate, ha alimentato nei sudditi il terrore degli dei, cioè di entità soprannaturali capaci di vedere anche quelle violazioni della legalità e di punirne gli autori.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017