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Biografia di Aristotele

Nasce a Stagira (penisola calcidica, si affaccia sull’Egeo), non è ateniese pur svolgendo gran parte della sua filosofia ad Atene, viene chiamato lo stagirita, è uno straniero, è greco ma non è di Atene. Vive a Stagira per i suoi primi 18 anni(si trova al confine con il regno macedone del re Aminta) il padre di Aristotele, Nicomaco, è medico presso la corte del re di Macedonia. I rapporti tra Stagira e il regno di Macedonia erano molto stretti.
Il regno macedone proprio in questo periodo dichiarerà guerra a tutte le polis greche (Atene, Sparta, Tebe) conquistandole e poi quando il nipote di Aminta e figlio di Filippo II, Alessandro Magno sale al potere, di questo grande regno greco ne farà un impero, conquistando anche l’Asia.
Aristotele quindi vive in un periodo politico contrassegnato da grandi cambiamenti. A 18 anni (nel 366 a. C.) Aristotele si reca ad Atene e frequenta l’Accademia di Platone, diventa suo discepolo e rimarrà ad Atene fino alla sua morte nel 342 a. C. Ad Atene però Aristotele non è cittadino della polis, ma è straniero (meteco), non gode dei diritti politici. Alla morte di Platone, Aristotele viene chiamato da Filippo il Macedone (zio di Aminta e Re di Macedonia) per fare da precettore a suo figlio Alessandro Magno. Aristotele abbandona Atene nel 342 a. C. alla morte di Platone. Sarà maestro di Alessandro Magno fino a quando nel 335 a. C. muore Filippo e Alessandro sale al potere.

Inizierà da qui il suo progetto di una monarchia universale che potesse unire il mondo occidentale (greco) con quello orientale (Asia, Egitto). Aristotele nel 335 a. C. torna ad Atene e fonda il Liceo (si trovava vicino al tempio di Apollo Licio) che prende anche il nome di scuola peripatetica (peripatos=passeggio). Gli insegnamenti avvenivano passeggiando nel giardino adiacente alla scuola, all’aperto. Nel 323 a. C. Alessandro Magno muore improvvisamente, quando già aveva conquistato l’Asia ed era di ritorno da Alessandria d’Egitto e la sua morte scatena una reazione antimacedone in Grecia, in particolar modo ad Atene, perché Alessandro aveva vinto i greci, la civiltà ellenica superiore a coloro che i Greci avevano sempre considerato barbari, dando origine all’ellenismo (ibrido, sintesi). Successivamente Aristotele si reca nella penisola di Eubea di fronte al Peloponneso, nella città di Calcide, dove muore nell’anno 322.

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