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Aristotele nasce nel 384 a.C a Stagira, nella penisola Calcidica. Successivamente si trasferì ad Atene dove frequentò l'accademia platonica, diventando uno dei migliori allievi di Platone. Nella famiglia di Aristotele vi era una lunga tradizione culturale e scientifica (suo padre era medico). Probabilmente fu per questo motivo che Aristotele dimostrò uno spiccato interesse per le scienze naturali (infatti, alle porte dell'Accademia vi era la scritta "qui non entra chi non è matematico").
A differenza di Platone, Aristotele non è interessato all'attività politica, in quanto lui non era ateniese, pertanto non poteva aspirare a far carriera politica.
Un'altra causa di questo suo disinteresse è da ricercare nel contesto storico: il filosofo vive nel periodo della crisi delle polies, che perdono progressivamente autonomia, sottomesse all'egemonia macedone. Pertanto la politica viene gestita da un potere lontano e i cittadini, che non possono più prendervi parte, se ne disinteressano. Aristotele concentrò tutta la sua vita nello studio.

Dopo la morte di Platone, il filosofo dimostrò insofferenza verso coloro che lo successero all'Accademia, pertanto, abbandonò l'istituzione e si dedicò agli studi. Successivamente, Aristotele tornò ad Atene e fondò il Liceo, istituzione denominata anche "peripato" (=passeggiata) poiché gli allievi erano noti discutere passeggiando nei giardini della scuola.

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