Concetti Chiave
- L'uomo è definito come animale politico, con una naturale propensione alla vita associata e alla socialità, dove l'amicizia è fondamentale per una vita significativa.
- Secondo Aristotele, la famiglia è il primo nucleo naturale di vita associata, mentre il villaggio rappresenta unione di più famiglie per soddisfare bisogni collettivi.
- Lo Stato è considerato il fondamento che dà senso agli individui, trasformando bisogni in diritti attraverso l'educazione alla virtù.
- Aristotele identifica tre forme di governo giuste: Monarchia, Aristocrazia e Politeia, con una preferenza per la Politeia come giusto mezzo tra oligarchia e democrazia.
- Le condizioni di uno Stato giusto includono una popolazione equilibrata, un territorio adeguato e una divisione sociale basata sulle attitudini, non sul censo.
L'uomo come animale politico
L'assunto di partenza per la politica è lo stesso dell'etica (amicizia). L'uomo è animale politico (zoòn politikon). L'uomo per natura tende alla vita associata, animale politico nel senso di socievole, sociale. Difficilmente l'uomo riesce a vivere da solo, ma tende sempre ad associarsi, l'amicizia è una condizione essenziale della vita, senza amici non vale la pena vivere. L'uomo non basta a sé stesso, ma ha bisogno degli altri per soddisfare le sue necessità.
La famiglia e il villaggio
Secondo Aristotele gli uomini sono creati appositamente maschi e femmine, perché per natura tendono ad unirsi e creano il primo nucleo naturale di vita associata, la famiglia. Gli uomini sono stati creati maschi e femmine, perché potessero unirsi e creare una famiglia che deve servire a soddisfare i bisogni individuali, se sono da solo non ce la faccio, ho bisogno degli altri e gli altri hanno bisogno di me.
Il ruolo dello Stato
Il secondo nucleo che nasce dal primo nucleo è il villaggio, è l'insieme di più famiglie che si uniscono per soddisfare i bisogni collettivi in modo sistematico con continuità. Il villaggio da solo non basta a sè stesso perché è lo stato che deve dare senso a tutto il resto. Lo stato educa le persone a comportamenti virtuosi, trasforma i bisogni in virtù. Lo Stato ha il compito dell'educazione secondo Aristotele (Platone), deve educare alla virtù, trasforma tutti questi bisogni collettivi, individuali in comportamenti virtuosi poi attraverso le leggi questi bisogni diventano effettivamente garantiti dalle leggi stesse(diritti).
C'è questa progressione per cui sono gli uomini a voler creare lo Stato. Dal punto di vista cronologico lo stato è l'ultimo a nascere affinché questi bisogni diventino dei diritti rivolti alla virtù. Dal punto di vista logico e ontologico lo Stato è il primo, come fondazione dell'essere di tutti i cittadini, un po’ come il rapporto tra atto e potenza). Perché lo Stato è il tutto, mentre gli individui sono le parti che acquistano senso solo in funzione del tutto (concezione organicistica), non sono le parti che danno senso al tutto (uno stato senza un cittadino avrebbe senso lo stesso). L'individuo acquista senso come cittadino solo se è membro di uno Stato e non il contrario. Lo Stato di fatto nasce dagli individui che si uniscono cronologicamente, però è lo Stato che dà senso a ciascun individuo e lo fa diventare cittadino.
Forme di governo secondo Aristotele
Dopodiché Aristotele, come Platone, individua tre forme di Stato anche se lui non idealizza una forma particolare, non c'è uno Stato ideale ma c'è una preferenza. Tre forme giuste di Stato, tre sono secondo lui le forme che si possono contemplare diversamente da Platone, potrebbero essere tutte e tre giuste se chi governa guarda all'interesse collettivo perché sennò potrebbero degenerare:
1. MONARCHIA governo di uno;
2. ARISTOCRAZIA governo di pochi (migliori);
3. POLITEIA governo di molti.
Possono degenerare se chi governa guarda all'interesse personale in:
1. TIRANNIDE;
2. OLIGARCHIA;
3.DEMAGOGIA O DEMOCRAZIA.
Non c'è una teorizzazione dello Stato ideale, perché tutte e tre potrebbero andare bene però Aristotele ha una preferenza: la Politeia, forma migliore perché governo di molti appartenenti al ceto medio ed è il giusto mezzo tra oligarchia e democrazia (non appartengono al popolo incompetente né all'aristocrazia che tende di solito a trasformarsi in oligarchia perché tende a guardare all'interesse personale, è il giusto mezzo tra due eccessi che tendono a diventare dei vizi. Al potere sono molti (né pochi né tutti) non appartenenti all'aristocrazia né al governo del popolo(democrazia) che diventa un governo anarchico. E' chiaro come politica ed etica siano strettamente legate (giusto mezzo, era il principio dell'etica, la politica si fonda sull'etica, lo stato migliore è quello che rappresenta il giusto mezzo tra due Stati che possono degenerare) e al tempo stesso l'etica pero è finalizzata alla politica, il suo fine ultimo è essere un buon cittadino, il buon cittadino è felice. Felicità di uno che svolge vita attiva (cittadino della polis).
Condizioni di uno Stato giusto
Pur non elaborando uno stato ideale Aristotele individua le condizioni di uno Stato giusto, la Politeia anche se può degenerare e diventare democrazia/demagogia.
Condizioni:
- La popolazione - il giusto mezzo (non troppo esigua, non troppa) non permetterebbe di soddisfare i bisogni di tutti o sarebbe ingovernabile;
- Il territorio - giusto mezzo, sufficiente a garantire i bisogni naturali senza eccessi;
- La divisione della società, ci devono essere diverse classi sociali (Platone), poiché ci sono diversi compiti da svolgere in modo competente non sulla base del censo, ma in base alle attitudini di ognuno (contadini, artigiani, mercanti, guerrieri, sacerdoti, schiavi).
La schiavitù è un fatto naturale, definisce schiavi per natura le donne, i barbari e coloro che hanno "robusti corpi ma deboli intelletti". Le donne devono essere comandate. E' in contrasto con la visione di Aristotele dell'uomo come animale razionale (la schiavitù si può accettare perché nella tradizione la donna ed i barbari non hanno diritti ma quelli che hanno debole intelletto?).
Domande da interrogazione
- Qual è l'assunto fondamentale che collega politica ed etica secondo Aristotele?
- Come si forma la famiglia secondo la visione aristotelica?
- Qual è il ruolo dello Stato nella vita degli individui?
- Quali sono le tre forme di governo identificate da Aristotele e la loro degenerazione?
- Quali sono le condizioni per uno Stato giusto secondo Aristotele?
Aristotele sostiene che l'uomo è un "animale politico" e che la vita associata è essenziale, poiché senza amicizia e relazioni sociali, la vita non ha valore.
La famiglia è il primo nucleo naturale di vita associata, creato dall'unione di maschi e femmine, per soddisfare i bisogni individuali e collettivi.
Lo Stato educa i cittadini a comportamenti virtuosi e trasforma i bisogni in diritti garantiti dalle leggi, dando senso all'esistenza degli individui.
Aristotele identifica la Monarchia, l'Aristocrazia e la Politeia come forme giuste di governo, che possono degenerare rispettivamente in Tirannide, Oligarchia e Demagogia.
Le condizioni includono una popolazione equilibrata, un territorio sufficiente e una divisione della società in classi competenti, evitando eccessi e garantendo il buon funzionamento dello Stato.