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L'anima in Aristotele

L’anima è ‘atto di un corpo naturale che ha la vita in potenza’. Essa fa sì che una materia che ha la vita in potenza diventi effettivamente essere vivente, è il principio di organizzazione del corpo, quindi non è separabile dalla materia che organizza, ma poiché per Aristotele il principio di organizzazione di una materia è la forma, l’anima è la forma degli esseri viventi. Essa è realizzazione del corpo come la vista è realizzazione dell’occhio. Anima e corpo sono un tutt’uno che richiama il sinolo. Aristotele nota che vi sono diverse funzioni dell’anima a seconda dell’organismo di cui è forma. Negli organismi vegetali svolge una funzione nutritiva e riproduttiva per conservare la specie, in quelli animali anche una funzione sensitiva e motoria, mentre nell’uomo raggiunge anche una funzione intellettiva che è quella che lo distingue dagli altri, come capacità di conoscenza per concetti e non solo per immagini.
Tra queste funzioni vi è una gerarchizzazione per cui negli esseri in cui è presente una certa funzione superiore è presente anche quella inferiore. Il primo livello di conoscenza è quella sensibile che avviene attraverso la percezione sensoriale, ed è perciò propria dell’anima sensitiva, per cui degli animali. La mente alla nascita è priva di qualsiasi immagine e sensazione, è un foglio bianco, ma è in potenza l’acquisizione di immagini e concetti, poiché l’intelletto è passivo, cioè capace di percepire. Poiché nulla è nell’intelletto che prima non sia stato nel senso, tutto parte dalla percezione sensibile. Questo processo di acquisizione sensibile parte dall’incontro di due potenzialità: quella dell’organo di senso di farsi modificare da un oggetto esterno e dell’oggetto esterno di essere sentito dall’organo. Questo incontro di potenzialità dà vita a una sensazione che viene recepita nella mente come immagine della cosa. Le percezioni più potenti sono dovute alla vista, poi integrata anche dagli altri organi, ma esistono anche sensazioni comuni a più sensi come il movimento, perciò si parlerà in questo caso di senso comune che è il sentire di sentire. Le sensazioni alla fine producono un’immagine delle cose che è propria di una facoltà al di là dei sensi, l’immaginazione. La memoria poi conserva le immagini come immagini comuni delle cose e questo è l’inizio dell’astrazione.
Qui si fermano gli animali, ma l’uomo ha anche una conoscenza concettuale, cioè la capacità di cogliere all’interno delle immagini comuni l’essenza o forma delle cose. Attraverso un processo di comparazione ed estrazione delle particolarità di più cose arriva a immagini generali. Inoltre l’intelletto è capace di elaborare concetti che hanno una loro corrispondenza nell’immagine, ma che rispetto a questa colgono ciò che è specifico, caratteristico e particolare di una specie, ciò che la differenzia dalle altre. Anche questa estrazione dell’essenza e del concetto specifico avviene attraverso l’incontro di due potenzialità: l’intelletto passivo è in potenza di conoscere e le cose possono essere conosciute dall’intelletto. Quando l’uomo ha l’immagine generale delle cose, quindi le due potenzialità si incontrano, passando all’atto.
L’intelletto è capace di raccogliere tutte le forme, ma di per sé non ne ha nessuna, perciò coglie perché la sua potenzialità fa riferimento a qualcosa già in atto che è l’intelletto attivo o produttivo. Questo intelletto attivo è come una luce, permette di cogliere la forma e l’essenza delle cose nella costituzione di un concetto che è nelle cose, come la luce permette alla vista di vedere e ai colori delle cose di essere visti.
Questo intelletto è separato e non commisto rispetto a quello passivo, Aristotele ipotizza un’immortalità della parte dell’anima dell’intelletto attivo, mentre quello passivo muore col corpo, inoltre non sappiamo se è in tutti gli uomini o se ce n’è uno per tutti. Essendo, infine, l’intelletto attivo già la pienezza di tutte le forme e l’essenza in atto può ragionevolmente essere paragonato al motore immobile, ma il filosofo non spiega questo passaggio che non è ancora completamente chiaro.

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