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I rapporti tra etica o politica

La scienza a cui spetta il compito di determinare che cosa sia la felicita, e come l'uomo possa conseguirla, è la politica (politiké téchné), termine con il quale Aristotele designa l'insieme di quelle che già conosciamo come scienze pratiche. Infatti, osserva il filosofo, la politica è la scienza "architettonica" e "legislatrice", cui sono affidati il buongoverno e il benessere della città, E la felicità «è desiderabile anche quando riguarda una sola persona, ma è più bella e più divina se riguarda un popolo e le città». In altre parole, la felicità dell'individuo e quella della città sono strettamente intrecciate ed è impensabile che un individuo possa essere davvero felice al di fuori di una polis bene ordinata.

Un'unica scienza, appunto la politica, si può quindi occupare sia della felicità individuale già di quella collettiva. La scienza politica si articola però in due distinti ambiti di ricerca:

1. la riflessione etica, presentata da Aristotele nell'Etica Nicomachea e nell'Etica Eudernea, che studia come, in una città bene ordinata, la felicità possa esser conseguita dal singolo;

2. le indagini politiche in senso stretto, contenute negli otto libri della Politica, che esaminano le diverge forme nelle quali si è sviluppata la società umana (famiglia, tribù, polis) e hanno lo scopo di determinare quali istituzioni, leggi e consuetudini siano più idonee a favorire il conseguimento della felicità da parte di tutti i cittadini.

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