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Anassimene

Si pensa che Anassimene non abbia svolto una diretta indagine sui fenomeni naturali, come Talete ed Anassimandro; sebbene nel suo scritto Sulla Natura avrebbe affermato infatti, che <<le stelle non si muovono sotto la Terra, ma intorno la Terra>>.
Anassimene tornò a concepire il principio come un elemento determinato e infinito, che identificò nell'aria, la quale però può assumere determinazioni diverse.
Sottoposta a processi di rarefazione e di condensazione, il primo equivalente al riscaldamento, il secondo al raffreddamento, la natura originaria ed eterna avrebbe subito alterazioni, presentandosi così in varie forme fenomeniche:<<che tutte le cose>> sarebbero dunque aria.
Da una sostanza originaria sorgono, attraverso un meccanismo di trasformazione, i veri e propri elementi base, da cui deriverebbero tutte le cose: il cosmo, insomma, si genererebbe dalle trasformazioni ordinate dalla natura originaria e continuerebbe a esistere per il loro equilibrio. Da ciò si ha una prima spiegazione delle cose fondata non tanto sulle qualità della materia, quanto sui suoi moti e le sue interazioni (meccanismo).
L'immagine di una Terra piatta che <<galleggia>>, sostenuta dall'aria e dai corpi celesti, terrosi ma resi incandescenti del moto , evidenza lo sforzo per organizzare le due regioni, terrestre e celeste, contro una tradizione che tendeva a imporre la seconda come sfera propriamente ed esclusivamente divina, applicando lo stesso modello esplicativo dinamico.
Anassimene considerava l'universi alla stregua di un immenso essere vivente, l'aria si può associare alla vita (respiro):
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