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Valutazione

Nella pratica commerciale e tecnologica si tiene conto della provenienza, dei difetti, del grado di lavorazione, delle proprietà tecniche (colore; porosità; durezza; regolarità della fibra; resistenza alla compressione, trazione, flessione; resistenza agli agenti atmosferici, all’acqua, agli insetti) e del grado di stagionatura dei legnami.
I difetti più comuni sono: i nodi, che corrispondono ai punti d’inserzione dei rami (e, soprattutto nei legni teneri, possono staccarsi lasciando un foro); le cipollature, che sono spaccature concentriche dovute al distacco di anelli corrispondenti ad anni successivi; le venature irregolari; le ferite, dovute a lacerazioni accidentali; le alterazioni (carie, tarli, marciume) dovute ai parassiti animali o vegetali', l’imbarcamento, che è l’incurvatura delle tavole non stagionate.
I buoni legnami sono perciò privi di tali menomazioni e hanno forma ed aspetto gradevoli e regolari, oltre ad una sufficiente stagionatura: un anno per i legni dolci, due o tre anni per i duri.

Prodotti derivati

— I compensati sono fatti con tre o più fogli sottili di legno (generalmente pioppo, faggio o betulla) sovrapposti in modo che le fibre di ciascuno risultino in direzione perpendicolare a quella dei fogli affiancati.
II pannello di legno così ottenuto risulta più resistente, più elastico, meno soggetto a deformarsi che un’assicella di un solo pezzo dello stesso legno e di identiche dimensioni. È inoltre notevolmente più economico e facile a lavorarsi.
L’incollatura dei diversi strati può essere fatta a freddo, a caldo, ad umido; ma sempre sotto pressione, usando colle e resine sintetiche.
I fogli di compensato in commercio hanno un spessore da 3 a 15 millimetri; le loro dimensioni sono in genere di m 1,50 per 1,50 o di m 2,25 per 1,50.
Due tipi di agglomerati di legno:
— sopra, masonite vista dai due lati;
— sotto, lastra di faesite.
— Simili ai compensati sono i cosiddetti paniforti formati da un insieme di listelli incollati fra loro {anima), esternamente ai quali si applicano con la colla due sottili fogli di legno disposti con le fibre incrociate. Il loro spessore è di circa 18-20 millimetri.
— Con i residui della lavorazione del legno (trucioli, schegge, segatura) si preparano invece agglomerati artificiali, noti come faesite e masonite, molto resistenti e largamente usati per rivestimenti di mobili e per rifiniture edilizie.
— Il legno impiallacciato è quello ottenuto incollando come rivestimento, su di un fondo di legno di qualità mediocre, un sottile foglio di legno di qualità pregiata che si chiama piallaccio-, tale procedimento è special- mente usato nella costruzione dei mobili.

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