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I gas liquefatti: propano e butano

II propano ed il butano sono idrocarburi gassosi molto simili al metano, col quale si trovano spesso combinati e da cui vengono di conseguenza scissi.
Possono anche essere estratti per distillazione dal petrolio, di cui sono costituenti; hanno comunque un ottimo potere calorifico (10.000-11.000 Cai) e non sono tossici. Tuttavia, come il metano, mescolati all’aria, diventano esplosivi ed incendiabili.
Loro utilizzazione specifica è la compressione in bombole metalliche (del peso di 10/15 Kg), da impiegare per usi domestici (alimentazione di fornelli, caldaiette, stufe a gas isolate, scalda-acqua) nei luoghi sprovvisti di reti di distribuzione del gas illuminante. Queste bombole, peraltro comodissime ed economiche, possono presentare ovvii pericoli d’incendio e di scoppio, se non ne viene curata la regolazione; il corretto allacciamento agli apparecchi da alimentare; la sistemazione lontano da fonti di calore troppo vivo e costante, che potrebbe surriscaldarle.

Inoltre, per il loro prudente impiego, valgono le stesse avvertenze che per l’uso del gas illuminante (o di città), di cui ora parleremo, e del quale il butano ed il propano (soli o miscelati, e venduti con diverse denominazioni commerciali: Agipgas, Liquigas, Pibi- gas, ecc.) possono considerarsi ottimi succedanei.

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