Il petrolio:riassunto


Il petrolio chiamato anche oro nero, è un combustibile fossile, prodotto da resti di piante e animali morti milioni di anni fa, che, dopo aver accumulato energia proveniente dal Sole, si sono trasformati dando origine a quello che oggi viene chiamato petrolio. Chimicamente parlando, è composto da una miscela di idrocarburi, sostanze formate esclusivamente da idrogeno e carbonio.

Come si estrae il Petrolio?


In seguito alla fase di esplorazione, si procede con la fase di estrazione del petrolio. Questa importantissima fase avviene tramite la costruzione di torri di perforazione o di trivellazione, che in caso di impianti costruiti in corrispondenza di aree marine, vengono posizionate su piattaforme petrolifere.Il deposito di petrolio sotto la superficie terrestre si può trovare sia ad un'elevata pressione che ad una bassa pressione: nel primo caso risale spontaneamente attraverso il pozzo petrolifero, nel secondo caso, invece, vengono utilizzate delle apposite pompe petrolifere per sollevarlo. Terminata la fase di estrazione del petrolio, esso viene trasportato tramite oleodotti e petrolifere per poi sottoporsi al processo di raffinazione, dove avvengono in seguito i vari processi di trasformazione.

Derivati del petrolio


La raffinazione è il processo che permette di produrre i derivati del petrolio.Nelle industrie odierne, tra i prodotti raffinati di notevole importanza ha la produzione di sostanze chimiche per la realizzazione di materie plastiche e di altri materiali. Tra i maggiori prodotti della raffinazione troviamo la plastica, il gasolio, il gas petrolio liquefatto (chiamato anche GPL), l'asfalto e il catrame.

Come si lavora il petrolio?


La lavorazione del petrolio non appare facile come può sembrare. Nelle raffinerie il petrolio greggio subisce un processo di suddivisione, la distillazione frazionata, che si basa sul suo graduale riscaldamento. Con il progressivo aumento della temperatura, dal petrolio ormai liquido, evaporano gas diversi che vengono raccolti separatamente per essere poi ritrasformati in liquidi. Durante il processo di lavorazione del petrolio possiamo distinguere tre momenti fondamentali: alle temperature più basse (compreso tra 50 e 220 gradi centigradi) si separano quelli che vengono chiamati "idrocarburi leggeri", tra i quali la benzina, carburante usato nelle automobili; a temperature intermedie (compreso tra 180 e 360 gradi centigradi), si separano gli "idrocarburi medi", quali il gasolio ed il cherosene; infine a temperature molto elevate (superiori a 360 gradi centigradi) si ottengono gli "oli pesanti", utilizzati nelle centrali termoelettriche.

Produttori di petrolio


I maggiori produttori di petrolio in tutto il mondo sono l'Arabia, con circa il 13% e la Russia, con il 12% sul totale. Dopo i due stati leader, troviamo gli Stati Uniti con l'8% e l'Iran con il 5% circa. Al di sotto dei Paesi che ne producono più del 5% troviamo Paesi del continente americano, quali il Canada, il Messico, il Venezuela ed il Brasile; Paesi del Medio-Oriente come gli Emirati Arabi, il Qatar, il Kuwait e l'Iraq; Paesi asiatici come la Cina; Paesi scandinavi come la Norvegia ed infine Paesi del continente africano come l'Algeria (a nord) e la Nigeria (al centro).

Alternative al petrolio


Al giorno d'oggi purtroppo esistono poche vere alternative al petrolio. Tuttavia esistono una serie di possibilità, che se integrate tra loro, possono dare vita a vere e proprie soluzioni che possono affrontare il problema energetico.
Il petrolio è la fonte principale che sta alla base dell'economia mondiale, e purtroppo, se da un momento all'altro dovesse venire a mancare, sarebbe un problema serio per tutto il mondo.
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