Estratto del documento
  • Raccolta olive
  • Lavaggio e cernita
  • Frantumazione
  • Spremitura
  • Mosto
  • Centrifugazione
  • Filtrazione
  • Olio extra vergine d'oliva
  • 2ª spremitura
  • Mosto di 2ª spremitura
  • Centrifugazione
  • Filtrazione
  • Olio vergine d'oliva
  • Olio di sansa
  • Estrazione con solventi
  • Sansa
  • Olio lampante
  • Rettificazione
  • Olio d'oliva rettificato
  • Miscelazione con olio vergine
  • Olio d'oliva
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Olio - Tipologie e produzione Pag. 1
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Sintesi

Olio di oliva

L’olio di oliva è un grasso vegetale che si ottiene per spremitura delle olive. Le olive hanno una buccia verde prima della maturazione, che diventa in seguito bruno-violacea; la polpa è ripiena di goccioline d’olio quando il frutto è maturo. Le olive contengono dal 18 al 35% di olio. Le fasi della produzione olearia sono le seguenti:

  • La raccolta delle olive è fatta preferibilmente a mano, staccandole direttamente dall'albero o raccogliendo le olive cadute su appositi teli dopo averle scrollate. Dopo la raccolta le olive vengono trasportate il prima possibile al frantoio, dove avvengono le operazioni principali dell’industria olearia.
  • Le olive, lavate e asciugate, sono messe in un frantoio con mole di pietra che, ruotando, schiacciano e riducono le olive in pasta, che viene messa in una pressa e subisce una prima spremitura: si ottiene un mosto composto da olio e da acqua di vegetazione.
  • Il mosto è sottoposto a centrifugazione per separare l'olio dall'acqua, che poi viene filtrato, ottenendo così l’olio extra vergine d’oliva (olio evo).
  • La pasta che resta dopo la prima spremitura viene rimacinata e subisce una seconda spremitura, quindi è centrifugata e filtrata: si ottiene un olio leggermente più acido dell’olio evo, detto olio vergine d’oliva. Se l’olio che si ottiene con la seconda spremitura è troppo acido, assume il nome di olio lampante e deve essere sottoposto a rettificazione con sostanze chimiche, per togliere l’eccessiva acidità. L’olio che si ottiene si chiama olio d’oliva rettificato.
  • Il residuo della seconda spremitura, formato da polpa e noccioli miscelati, prende il nome di sansa e contiene ancora il 5-10% di olio. Grazie all'estrazione per mezzo di solventi (come trielina, benzina, esano) si ottiene l’olio di sansa.
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