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Gli infortuni sul lavoro sono ormai riconosciuti e tutelati per legge in ogni Paese del mondo.
Insieme alle malattie professionali, cioè alle malattie strettamente legate ad alcuni lavori (es: le intossicazioni da piombo, mercurio, fosforo, cromo, idrocarburi, ossido di carbonio; la sordità da rumori; la cataratta da energie radianti; la silicosi ...), gli infortuni sul lavoro sono soggetti in Italia ad assicurazione sociale obbligatoria presso VINAIL e vengono indennizzati secondo le norme contenute nella legge 30 giugno 1965, n. 1124. Tali norme si applicano a tutti i lavoratori subordinati, e perciò anche agli apprendisti ed agli allievi degli istituti tecnici e professionali e dei laboratori-scuola nei quali si faccia uso di macchine ed attrezzature meccaniche.
Gli infortuni extralavorativi comprendono tutti gli incidenti a persone avvenuti nell’ambiente domestico ed anche durante le passeggiate, gite, vacanze, sport, giochi: le attività che non costituiscono lavoro alle dipendenze di terzi, insomma. Essi sono purtroppo in continuo aumento, a causa della sempre maggiore meccanizzazione] di ogni aspetto della nostra esistenza, e ciascuno di noi è responsabile, più che per gli altri, della loro prevenzione. La sommaria classificazione, con l’indicazione percentuale dei casi mortali, qui riportata può servire più di un lungo discorso a mettere in guardia contro le loro cause.

Gli infortuni stradali rappresentano oggi, e lo saranno ancora più in futuro col sempre maggiore incremento della motorizzazione, un vero flagello sociale, in quanto la strada costituisce l’ambiente più rischioso della nostra epoca. Inoltre è accertato che la percentuale di giovanissimi vittime di incidenti stradali è assai elevata in tutti i Paesi, poiché l’irrequietezza e la naturale indisciplina della loro età sono validi incentivi al verificarsi degli infortuni. Basti pensare che in Italia, nel 1971, il 27% dei morti ed il 32% dei feriti sulla strada è stato costituito da ragazzi al disotto dei 14 anni! ...
La scuola deve quindi impegnarsi anche ad educare i giovani a muoversi con sicurezza per la strada, come essi dovrebbero già saper fare in casa, e come un 'adeguata formazione tecnica insegnerà loro a fare sul lavoro.

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