Video appunto: Biocarburanti - Descrizione e Produzione

Biocarburanti



I principali biocarburanti sono due: il bioetanolo e il biodiesel.

Bioetanolo



Il bioetanolo è un combustibile a base alcolica prodotto dalla fermentazione e dalla distillazione della biomassa. Le materie prime per la produzione di bioetanolo possono essere i residui di coltivazioni agricole, i residui forestali, le eccedenze agricole, i residui di lavorazioni agrarie e alimentari e le coltivazioni apposite.
Le più diffuse sono la canna da zucchero, il mais, il grano. Sono ancora allo stato sperimentale altre colture come la bietola, il sorgo zuccherino, il topinambur. Molto promettenti sono le colture di erba elefantina, una pianta che ha scarse esigenze nutritive e cresce pure in zone semiaride. La miscela di bioetanolo più utilizzata è formata dal 10% di etanolo e dal 90% di benzina: detta E10, può essere regolarmente bruciata nel motore di qualunque automobile. La miscela formata dall'85% di etanolo e dal 15% di benzina, detta E85, è utilizzabile solamente nei motori predisposti.

Produzione del bioetanolo



1. Viene raccolto il mais;
2. Il mais viene finemente macinato;
3. Viene poi separato dai suoi componenti zuccherini;
4. Gli zuccheri fermanti vengono distillati per produrre l’etanolo;
5. L’etanolo può essere utilizzato come biocombustibile;
6. Durante la combustione si forma CO2.
7. La CO2 è assorbita nel corso della crescita del mais, così il ciclo ricomincia.

Biodiesel



Il biodiesel può essere prodotto da oli vegetali e addirittura da grassi riciclati. Gli oli vegetali sono estratti principalmente da semi di mais, girasole, colza, soia, palma da olio. Il biodiesel è un combustibile sicuro e biodegradabile e può contribuire a diminuire l’inquinamento dell’aria. La miscela formata dal 20% di biodiesel e dall'80% di gasolio, detta B20, può essere usata normalmente nei motori diesel senza bisogno di modifiche.
Produzione del biodiesel dalla colza
1. I semi di colza, raccolti, sono introdotti in una pressa;
2. Una vite riscaldata estrae dai semi il 90-95% di olio;
3. L’olio, dopo essere stato filtrato, è raccolto in un recipiente;
4. Il residuo dei semi è usato come mangime, molto proteico, per gli animali;
5. L’olio è pompato in un altro contenitore;
6. All'olio sono aggiunte delle sostanze chimiche, come metanolo e clorato di potassio;
7. L’olio trattato viene lasciato riposare: le impurità che sedimentano sono eliminate;
8. Infine, un lavaggio con acqua lascia un biodiesel puro al 100%, pronto per essere usato.

Biocarburanti di seconda generazione



Si stanno studiando dei biocarburanti “di seconda generazione”, come il biodiesel prodotto dalle alghe marine. Le alghe sono coltivate in stagni o vasche, senza togliere spazio ai terreni agricoli. Le alghe presentano una serie di vantaggi: crescono molto più velocemente, assorbono una quantità sette volte maggiore di anidride carbonica e circa il 50% del loro peso è formato da olio. Il processo di estrazione è il seguente:
1. Dopo essersi sviluppate, le alghe vengono private di sostanze nutrienti per costringerle a produrre una maggior quantità d’olio;
2. Le alghe sono messe in una pressa che estrae l’olio;
3. Per mezzo di solventi si separare l’olio dagli zuccheri;
4. I solventi sono fatti evaporare;
5. L’olio è pronto per essere usato o per essere ancora raffinato.

I contro dei biocombustibili



- Per produrre biocombustibili in grande quantità è necessario destinare alla coltivazione di queste piante utilizzate enormi estensioni di terreno, a scapito delle altre colture. Questo può portare a una diminuzione della coltivazione delle colture alimentari e, quindi, a un aumento dei prezzi, soprattutto nei Paesi più poveri.
- Questa espansione sarà un incentivo per la deforestazione di vaste aree in Amazzonia, Borneo e Nuova Guinea. In Africa si sta espandendo la coltura della palma da olio col pericolo di distruzione degli ecosistemi di Costa d’Avorio e Uganda.