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Non c’è bisogno di un esperto per dire che l’acqua rappresenta la fonte primaria della vita dell’essere vivente, e non è neanche tanto poco parlato del fatto che l’acqua dolce (ossia quella che possiamo bere) è presente unicamente in falde sotterranee, fiumi e laghi in piccola percentuale, eppure riescono a soddisfare le richieste di animali e vegetali, anche se non in abbondanza.
Data la loro fondamentale importanza (e usare il termine “fondamentale” mi pare molto riduttivo), le istituzioni tutelano queste risorse idriche applicando delle normative, che stabiliscono di loro conseguenza i criteri di captazione, distribuzione e depurazione delle acque potabili e dello smaltimento delle acque reflue, che rappresentano una potenziale minaccia per l’inquinamento dell’ambiente.
Anche se non è fondamentale per la nostra sopravvivenza dal punto di vista biologico (attenti, non dico che siano del tutto inutili), è giusto salvaguardare anche le acqua salate (quelle dei fondali marini, per intenderci), che posseggono delle riserve di risorse naturali spettacolari e anche, da un punto di vista generale, fondamentali per la sopravvivenza sulla Terra.

Inoltre, ecco qui di seguito una lista di ciò che non va:

1)In questi fondali vi sono, oltre a ciò, anche innumerevoli tipi di specie che sono a rischio di estinzione in quanto la barriera corallina non può nulla contro la pesca a strascico.

2)Le acque sono anche seriamente colpite dall’inquinamento provocato perlopiù dagli scarichi industriali, dalle reti fognarie e dal surriscaldamento dato dallo sfruttamento a livello estremo delle risorse ambientali.

3)La cementificazione dei territori rappresenta, a sé, una forma di inquinamento grave, che può essere saldata unicamente con l’istituzione di parchi nazionali.

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