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Untiled

Elevato dal mercato e dalla critica al ruolo di capofila della Street Art ("Arte di strada”) americana, Keith Haring (1958-90) rappresentò un caso anomalo tra i graffitari: era bianco, figlio di una famiglia borghese anglosassone e protestante, e poteva vantare una formazione tradizionale presso la Ivy School of Professional Art di Pittsburgh e poi alla newyorkese School of Visual Art.

Come Basquiat, tuttavia, Haring vide nell’arte un potente strumento di espressione e critica sociale. Il suo percorso artistico iniziò sulle banchine della metropolitana, dove decorava con vignette ironiche i grandi manifesti neri che l'amministrazione cittadina usava per coprire i cartelloni pubblicitari allo scadere delle concessioni. La sua figura di graffitaro notturno, inseguito dalla polizia per i suoi interventi ritenuti deturpanti, divenne presto leggendaria.
Il grande dipinto Untitled (“Senza titolo”, 1983), a inchiostro su tela in vinile, mostra una sorta di catena della vita in cui l'omino stilizzato, che diventerà il marchio di fabbrica delle sue opere, salta e nuota intorno al sole trasformandosi in un delfino e poi di nuovo in un uomo, metamorfosi che evoca uno stato di comunione con la natura. La superficie del mare è ottenuta tramite una fitta trama di puntini scuri, mentre le onde, i contorni stilizzati delle figure e il loro movimento sono resi da spessi tratti rossi che danno dinamicità alla composizione.
Immagini immediate come questa raccolsero il consenso generale diventando icone pop, riprodotte su gadget di ogni tipo. Da artista ribelle di strada, Haring divenne una vera pop star, pronta a trasferire il suo immaginario dal muro alla tela, in opere da salotto, abbracciando la “logica della celebrità” dell’amico Warhol. Anch’egli, però, morì prematuramente, a soli trentadue anni, malato di Aids.
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