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Il Surrealismo


Il surrealismo si diffonde in Europa nel 1924, quando André Breton pubblica il Manifesto del Surrealismo . Influenzerà tutto il novecento, non solo nell'arte. E’ l’arte dell’inconscio, che va al di là della realtà. In questi anni Sigmund Freud elabora le prime teorie psicoanalitiche: quest’ultime sostengono che il sogno è l’elaborazione della realtà. Gli artisti ne rimangono affascinati e applicano queste teorie per disegnare .
Sostengono che quando si dipinge la mano deve essere separata dalla testa, detta scrittura automatica, per liberare gli strati più profondi dell’inconscio. I temi naturalistici e astratti sono al centro delle loro opere. I significati del dipinto può essere celato nel titolo o nell'immagine. L’artista rappresenta il sogno e la realtà allo stesso tempo, dando vita a immagini inconsuete e sorprendenti. I maggiori esponenti sono Juan Mirò (1893-1983), Max Ernst (1891-1976), Salvador Dalì (1904-1989) e Renè Magritte (1898-1967)
Magritte e Dalì dispongono nelle tele immagini tratte dal mondo reale, ma accostate in modo paradossale e inconsueto: ne modificano le dimensioni, ne deformano alcune parti o le ambientano in contesti anomali. In questo modo la realtà sembra molto più ambigua e comunica senso di assurdo.
Ernst e Mirò invece partono da forme naturali, ma le trasfigurano con un principio di astrazione. Raccontano storie fantastiche attingendo da sogni e dalle loro memorie.

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