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Prima e dopo il Muro- Berlino contemporanea


Anche per la sua centralità nelle vicende storiche degli ultimi vent’anni del Novecento, Berlino ha costituito un caso molto interessante di evoluzione urbanistica. Dapprima nel contesto della Germania divisa della Guerra fredda, poi con l’abbattimento del Muro che la separava in due (1989) e la riunificazione, la città tedesca è stata il centro di ambiziosi progetti di riqualificazione e valorizzazione del tessuto cittadino.
Nel 1979, nella parte occidentale di Berlino, era stata lanciata l’Internationale Bauausstellung Berlin (IBA), un concorso sul tema “Abitare nel centro della città”. La municipalità e la Repubblica Federale finanziarono gli oltre 150 progetti residenziali, realizzati in gran parte nei dieci anni successivi, che si proponevano di restituire dignità e forma urbana a quartieri in cattive condizioni e di “ricucirli” con il resto dell’abitato, ponendo rimedio agli esiti di una ricostruzione postbellica priva di una reale pianificazione. Parteciparono al concorso i più significativi architetti internazionali, come Alvaro Siza, Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Peter Eisenman. Ormai in piena era postmoderna, molte delle proposte vincitrici si incentravano sulla ripresa degli elementi della maglia urbana berlinese, con progetti che si allontanavano dal Razionalismo e riaffermavano il valore della tradizione con modalità inedite e libere, come l’uso di colori vivaci e la ripresa di elementi quali bow-window, telai in legno, tetti a falda. Il rispetto delle tracce storiche si manifestava nella disposizione dei nuovi edifici a filo dei marciapiedi, con le facciate allineate sulle strade e la presenza di corti interne
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