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L’arte dei popoli italici


I reperti portati alla luce dagli archeologi a Siponto , Melfi, Campovalano, Paestum ci permettono di parlare di un’arte italica che, pur subendo l’influsso dell’Etruria, delle colonie greche, dell’Oriente, ebbe un’espressione artistica sua propria, ricca di motivi originali e autonomi. Lo possiamo notare nelle stele di Siponto, un popolo, probabilmente venuto dai Balcani, ha inciso e dipinto tra il IX e il VI secolo a.C. più di duemila pietre. Tali figure rappresentano volti umani oppure forme femminili, adorne di collane a più fili e grandi fìbule (spille) appuntate sui vestiti ricamati. Vi sono anche scene di vita quotidiana, ricche di dettagli precisi e molto efficaci: il sacco legato al bastone e portato sulla spalla, i buffi capelli dei marinai, il cavaliere raffigurato mentre lancia il cavallo.
Caratteristiche originali ritroviamo anche nella produzione di bronzi e ceramiche di Melfi. Tra il VII e il V secolo a.C. artisti lucani hanno prodotto figurine in bronzo molto raffinate e pezzi di armatura che presentano caratteristiche locali come il pennacchio, la copertura quasi completa del viso e ornamenti che rappresentano animali e piante stilizzati.
I recipienti di ceramica, dalle forme più svariate e dai colori accesi, rappresentano spesso vivaci scene di ispirazione popolare.
Dalle tombe della necropoli di Campovalano, in Abruzzo, affiorano invece le testimonianze di antichi pastori e agricoltori, di soldati armati e ornati come il guerriero di Capestrano.
Per quanto riguarda la pittura, sullo stesso piano degli Etruschi e dei pittori della Magna Grecia dobbiamo collocare gli artisti lucani che lavorarono a Paestum verso il 250 a.C. Essi subirono l’influsso degli Etruschi e quello dei vari popoli dell’italia meridionale, ma diedero vita a una pittura autonoma e di alto livello artistico.
Come nelle tombe etrusche di Tarquinia, anche in quelle di Paestum sono dipinte scene che rievocano la vita del defunto: le corse delle bighe, il combattimento di due pugili, il ritorno a casa dei guerrieri, donne che piangono o si a- domano.
La raffinatezza delle decorazioni, la ricchezza dei doni votivi, la bellezza dei vasi trovati nelle tombe sono indubbiamente la testimonianza di un popolo che aveva raggiunto un notevole livello sociale ed economico.
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