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Futurismo nell'arte

Il Futurismo nacque nel 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro. Il movimento interessò la letteratura, la musica, le arti figurative, la poesia, il teatro e la grafica. I Futuristi affermavano l’importanza di unire i diversi linguaggi espressivi, finalizzandoli alla rottura degli schemi prestabiliti. Essi annunciavano un rinnovamento radicale e l’ annullamento del passato. I Futuristi esaltavano l’azione in quanto espressione di trasformazione del presente. Attraverso il movimento era celebrato tutto ciò che poteva esprimere energia, cambiamento, velocità.

I Manifesti e gli artisti del Futurismo

Il Manifesto della pittura futurista fu redatto dai pittori Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini mentre il Manifesto dell’ architettura futurista fu firmato da Antonio Sant’ Elia. Altri esponenti del Futurismo furono Fortunato Depero ed Enrico Prampolini.


Umberto Boccioni

Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria, si stabilì a Milano nel 1907 e qui aderì al Futurismo. Predilesse la linea-forza, una linea direzionata che indica un verso e capace di determinare effetti dinamici. Da qui deriva lo studio dell’ oggetto in movimento. Descrizione dell’ opera: “Stati d’ animo II, gli addii”.
In quest’ opera il pittore usa pochi elementi frammentari come i tralicci e il fumaiolo, rappresentando ciò che resta nella memoria di un’ immagine in rapido cambiamento. L’ unico elemento frontale è il numero della locomotiva. La locomotiva è vista di fronte e di lato ed esprime la molteplicità degli stimoli visivi e sonori. La campagna è frantumata in piccole forme in movimento. Con l’ opera “Forme uniche della continuità nello spazio“ Boccioni mostra come anche la scultura può interpretare il pensiero futurista. Egli ha rappresentato un’ oggetto immobile osservato da più punti di vista. Descrizione dell’ opera: “Forme uniche della continuità nello spazio”.
L’avanzare dell’ uomo determina una sequenza di attimi successivi, colti in una visione simultanea attraverso le linee-forza. La forma è pluridirezionale e in trasformazione. La figura ingloba lo spazio. Il materiale scelto è il bronzo che consente alla luce di scivolare sulla superficie aumentando l’ effetto di mobilità. L’ osservatore percepisce le forme come in continuo movimento.

Giacomo Balla

Giacomo Balla partecipò attivamente alla stesura dei programmi teorici del Futurismo. Egli ha rappresentato il movimento attraverso la scomposizione dinamica che consiste nella riproduzione della figura, poste in sequenza, ciascuna a rappresentare una fase dell’ azione. Ciò da origine a ritmi diversi nella stessa immagine.
Descrizione dell’ opera: “Le mani del violinista”.
In intervalli di tempo successivi, la mano compie movimenti diversi occupando spazi diversi. L’ oggetto del suo interesse sono le mani del violinista. La tecnica applicata è quella divisionista che scompone la figura per avere una sensazione fuggevole.

Antonio Sant’elia

Antonio Sant’ Elia ha affrontato il tema della “città nuova“ disegnando in molti schizzi la metropoli del futuro moderna e tecnologica. Descrizione dell’opera: “La città nuova”.
In quest’opera prevalgono volumi che si contrappongono allo spazio circostante. Egli progetta una città su più livelli. Al suo interno vi sono edifici a gradoni in grattacieli con ascensori esterni collegati sui piani stradali.

Fortunato Depero

Fortunato Depero sperimentò l’ applicazione delle idee futuriste al teatro e alle arti applicate. La figura umana è priva di personalità e ripetuta in modo seriale ricorrendo a figure di manichini.
Descrizione dell’ opera: “I miei balli plastici”.
Nell’ opera i colori sono vivaci e omogenei e annullano i volumi delle figure. Lo spazio irreale è riconducibile a quello di un palcoscenico. Le figure sono manichini disegnati con forme geometriche semplici che si ispirano ai giocattoli a molla o di carillon.

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