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Il Futurismo

Il Manifesto del Futurismo è stato pubblicato nel 1909 a Parigi dallo scrittore Filippo Tommaso Marinetti che segnò la nascita del principale movimento italiano d'avanguardia. I pittori futuristi rappresentano, nei loro dipinti, l'esaltazione della modernità. I pittori più importanti furono Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo. I pittori futuristi abolirono le regole della prospettiva tradizionale, utilizzarono dunque, la linea che costituisce un prolungamento dell'oggetto e le cose in movimento si moltiplicano. Alla visione simultanea delle figure, Boccioni e Severini aggiunsero quella dell'ambiente: il soggetto in movimento diventa tutt'uno con lo spazio. A questo scopo, Severini utilizza colori puri suddivisi per zone in contrasto simultaneo, da lui stesso battezzate "fasci di forme - colore". A questo nasce una sorta di vortice gioioso e dinamico. Ad esempio, i futuristi appresero come catturare il movimento, come nel dipinto di Giacomo Balla, "dinamismo di un cane al guinzaglio".

Il Futurismo, quindi, è un movimento artistico, infatti, vari futuristi si concentrano soprattutto sulla figura e sulle forme del dipinto. Esistono varie forme d'espressione del Futurismo ad esempio: la scultura, la musica, l'architettura, la fotografia, il cinema e molto altro. In particolare, con l'architettura era legato il cosiddetto Stile Floreale, invece, con la musica si ebbe l'invenzione degli "intonarumuri".

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