Concetti Chiave
- Klein ha sviluppato un'ossessione per il colore blu, utilizzandolo su oggetti, tele e anche sui corpi umani, dando vita alle celebri Anthropométries.
- La tecnica delle Anthropométries coinvolge modelle nude che, cosparse di colore, lasciano impronte sulla tela, trasformando il loro corpo in un "pennello vivente".
- Le performance delle Anthropométries erano considerate rituali teatrali, spesso accompagnati da musica, in cui le modelle danzavano sulla tela.
- Klein differenzia le sue opere dall'Action Painting, poiché i suoi corpi agivano liberamente mentre l'artista manteniva il controllo concettuale della performance.
- Le tracce lasciate dai corpi blu simboleggiano un'ombra di vita e un corpo smaterializzato, riflettendo il concetto di spiritualità e astrazione.
Indice
L'ossessione di Klein per il blu
Ossessionato dalla potenza evocativa del colore blu, Klein giunse ad applicare la sua tinta non solo agli oggetti, alle tele e alle copie delle sculture antiche, ma anche ai corpi umani. Nacquero così le celebri Anthropométries ("Antropometrie”, dal greco ànthropos, "uomo”, e métron, “misura”), termine inventato dal critico Pierre Restany per definire un ciclo di opere costituite dall’impronta lasciata sulla tela dai corpi di modelle nude cosparsi di colore.
La tecnica delle Anthropométries
La tecnica fu definita da Klein «pinceaux vivants», ovvero “pennelli viventi”, dal momento che le sue modelle “si intingevano” nel colore, da sole o con l’aiuto dell’artista, per poi premere il corpo o stendersi sulla superficie da dipingere. Tale procedura, che rappresenta un antecedente diretto dell’happening e della performance, veniva presentata in serate organizzate in luoghi istituzionali o abitazioni private: qui l’autore agiva da regista di una messa in scena durante la quale le modelle “danzavano” cosparse di colore e finivano per rotolarsi sulla tela. La sagoma stampata del corpo blu assumeva così lo stesso valore di un monocromo o di una spugna: una traccia della vita, l’ombra di un corpo smaterializzato e astratto, un simbolo dello spirito.
Il rituale delle Anthropométries
Klein considerava le Anthropométries come una sorta di rituale disciplinato e scandito dalla lentezza dei gesti, un rituale nel quale le modelle diventavano protagoniste di una forma di espressione teatrale. In molti casi tali rappresentazioni venivano accompagnate da un’orchestra. Nel 1949 l’artista arrivò a scrivere addirittura una Sinfonia monotona, creazione musicale coerente con la sua scelta monocroma in pittura.
Confronto con l'Action Painting
Opere come le Anthropométries sono state accostate spesso dai critici agli esiti dell’Action Painting. In realtà, nei lavori di Klein i corpi agivano liberamente e l’artista si limitava a elaborare concettualmente l’opera, controllando a distanza la performance. Nel caso degli autori americani, l’esito dell’opera era invece legato all’espressione immediata della soggettività dell’artista, che nell’atto creativo manifestava istintivamente il proprio intimo, senza alcuna progettualità predefinita.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato delle Anthropométries di Klein?
- Come si svolgevano le performance delle Anthropométries?
- In che modo le opere di Klein si differenziano dall'Action Painting?
Le Anthropométries rappresentano un ciclo di opere in cui i corpi di modelle nude, cosparsi di blu, lasciano impronte sulla tela, trasformando il corpo in un "pennello vivente" e simbolizzando l'assenza e la spiritualità (testo).
Le performance erano organizzate come rituali in cui le modelle danzavano e si rotolavano sulla tela, accompagnate da musica, creando un'esperienza teatrale e visiva che rifletteva la lentezza e la disciplina dei gesti (testo).
A differenza dell'Action Painting, dove l'artista esprime immediatamente la propria soggettività, Klein controllava la performance da lontano, permettendo ai corpi di agire liberamente, evidenziando un approccio concettuale piuttosto che istintivo (testo).