Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'utilità rappresenta la soddisfazione del consumatore derivante dal consumo di beni o servizi, ed è classificabile in utilità marginale e totale.
  • L'utilità marginale misura la soddisfazione dell'ultima unità consumata e può diventare negativa, dando origine alla legge dell'unità decrescente.
  • L'utilità totale si calcola sommando le utilità marginali delle unità consumate e raggiunge il massimo quando l'utilità marginale è zero.
  • I beni non economici, disponibili in abbondanza, possono essere consumati fino a sazietà, mentre i beni economici richiedono un sacrificio monetario.
  • Il bilancio del consumatore confronta l'utilità marginale con la disutilità marginale per determinare se continuare il consumo, mirando a un equilibrio nel benessere.

Indice

  1. Definizione di utilità
  2. Utilità totale e condizioni di consumo
  3. Curva di indifferenza e beni non economici
  4. Bilancio del consumatore e utilità marginale netta

Definizione di utilità

Per utilità si intende la quantità di soddisfazione che prova il consumatore di beni o servizi, quindi rappresenta l’attitudine di un bene a soddisfare un bisogno, può essere marginale o totale.
L’utilità marginale (Um) esprime il grado di soddisfazione che il consumatore avverte nel consumo dell’ultima unità (o dose) di un determinato bene; è uguale a zero quando il consumatore non avverte più alcuna soddisfazione e può essere negativa e un’ulteriore dose consumata produce una sensazione spiacevole, da queste considerazioni si deduce la “legge dell’unità decrescente”.

Utilità totale e condizioni di consumo

L’utilità totale (Ut) si ottiene sommando le unità marginali di tutte le unità di un bene che sono state consumate; l’utilità totale aumenta con il consumo.

Quando l’utilità marginale è massima, l’utilità totale è uguale a zero.

L’utilità totale massima viene raggiunta quando l’utilità marginale è uguale a zero in quanto, successivamente, l’utilità marginale diventa negativa.

Curva di indifferenza e beni non economici

Ogni consumatore valuta le condizioni di consumo che per lui sono indifferenti, in quanto hanno la medesima utilità totale, si rappresenta con la “curva di indifferenza”.

Con il consumo l’utilità dei beni viene impiegata per soddisfare i bisogni.

Quando un bene è disponibile gratuitamente (beni non economici), perché è presente in natura in quantità sovrabbondante rispetto alle esigenze dei consumatori, il consumo individuale continua fino alla totale sazietà, cioè fino a quando viene consumata una dose che non da nessuna soddisfazione, quindi fino a quando l’utilità marginale è zero.

Bilancio del consumatore e utilità marginale netta

Per essere consumati i beni economici richiedono un sacrificio pari alla quantità di moneta necessaria per acquistarli.

Quindi, nel bilancio del consumatore, a ogni dose consumata corrisponde:

•Un’attività: pari all’utilità marginale attribuita al bene consumato;

•Una passività: pari alla disutilità marginale (Dm) e quindi all’unità marginale attribuita alla quantità di moneta necessaria per l’acquisto.

Il consumo continuerà fino a quando l’utilità marginale del bene consumato sarà maggiore o uguale alla disutilità della moneta spesa.

La differenza tra utilità marginale e disutilità marginale dà l’utilità marginale netta; la somma delle unità nette consumate forma la" rendita (o surplus) del consumatore".

Il consumatore deve stabilire la priorità nel fruire dei diversi beni, ciascuno dei quali ha un diverso prezzo (P) e una diversa curva decrescente dell’unità marginale; per rendere omogeneo il confronto il consumatore farà riferimento all’utilità marginale ottenuta con l’impiego di una unità di moneta per l’acquisto di uno qualsiasi dei diversi beni e cioè all’Il consumatore è in una situazione di equilibrio quando un’unità di moneta spesa in più gli dà lo stesso benessere qualunque bene acquisti.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Che cos'è l'utilità e come si distingue tra utilità marginale e totale?
  2. L'utilità rappresenta la soddisfazione che un consumatore prova nel consumo di beni o servizi. Si distingue tra utilità marginale, che misura la soddisfazione dell'ultima unità consumata, e utilità totale, che è la somma delle utilità marginali di tutte le unità consumate.

  3. Qual è la relazione tra utilità marginale e utilità totale?
  4. L'utilità totale aumenta con il consumo fino a quando l'utilità marginale è positiva. Quando l'utilità marginale raggiunge zero, l'utilità totale è massima, e oltre questo punto, l'utilità marginale diventa negativa.

  5. Cosa sono le curve di indifferenza e come si applicano ai beni non economici?
  6. Le curve di indifferenza rappresentano le combinazioni di beni che forniscono la stessa utilità totale al consumatore. Nei beni non economici, disponibili gratuitamente, il consumo continua fino a raggiungere la sazietà, ovvero quando l'utilità marginale diventa zero.

  7. Come si determina il bilancio del consumatore in relazione all'utilità marginale netta?
  8. Il bilancio del consumatore si basa sul confronto tra l'utilità marginale del bene consumato e la disutilità marginale della moneta spesa. Il consumo prosegue finché l'utilità marginale è maggiore o uguale alla disutilità, e la differenza forma l'utilità marginale netta, contribuendo alla rendita del consumatore.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community