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Trattamenti pensionistici di assistenza

Trattamenti pensionistici di assistenza sono l'assegno sociale e l'assegno mensile di invalidità civile, i quali hanno natura assistenziale e non previdenziale in quanto prescindono dalla qualità di lavoratore, non presuppongono il versamento di contributi e sono finanziati a esclusivo carico del bilancio statale. Sono erogati dall'Inps a favore dei cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate. Sono previsti controlli sulla effettiva sussistenza dei requisiti previsti dalla legge e sanzioni per i casi di false attestazioni.
L'assegno sociale è corrisposto ai cittadini che hanno superato il sessantacinquesimo anno di età e posseggono redditi in misura inferiore al limite stabilito annualmente dalla legge; è finanziato mediante la costituzione di un Fondo sociale gestito dall'Inps. L'assegno mensile di invalidità civile è corrisposto ai cittadini che presentano una riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 74% e si trovano in stato di bisogno. Se il grado di invalidità raggiunge il 100% viene corrisposta una pensione. All'Inps è pure affidata la gestione di altre prestazioni, nelle quali gli aspetti previdenziali sono strettamente intrecciati con quelli assistenziali. Le principali forme di tutela riguardano gli ammortizzatori sociali e gli interventi a favore della famiglia. Con il termine ammortizzatori sociali vengono indicate le misure finalizzate a sostegno del reddito dei lavoratori nel caso di disoccupazione involontaria o in quello di temporanea sospensione del rapporto di lavoro per oggettive difficoltà del mercato o dell'azienda. La tutela contro la disoccupazione involontaria riguarda i dipendenti che hanno perduto il posto di lavoro (non le persone in cerca di prima occupazione); deve trattarsi di disoccupazione involontaria e sono quindi esclusi i casi di dimissioni spontanee o di licenziamento per colpa del lavoratore. Finora la tutela contro il rischio di disoccupazione era attuata mediante la corresponsione di vari tipi di indennità o assegni, fra cui l'indennità di disoccupazione ordinaria e l'indennità di mobilità. Ora il sistema è stato ristrutturato e queste prestazioni sono state gradualmente sostituite da un'unica forma di indennità, basata sull'Assicurazione sociale per l'impiego (Aspi). Altro ammortizzatore sociale è l'integrazione salariale, cioè una prestazione economica che sostituisce o integra la retribuzione quando il rapporto di lavoro non è cessato ma è temporaneamente sospeso. L'integrazione salariale è corrisposta dalla Cassa integrazione guadagni a favore dei lavoratori sospesi dal rapporto di lavoro per riduzione dell'attività lavorativa dovuta alla situazione del mercato o ad altre cause transitorie e non imputabili all'impresa o al lavoratore (CIG ordinaria), oppure per motivi di ristrutturazione o riconversione aziendale o in caso di crisi aziendale (CIG straordinaria). L'assegno per il nucleo familiare è erogato tramite un'apposita cassa a tutti i lavoratori che hanno coniuge e figli minorenni o inabili a carico e posseggono un reddito complessivo non superiore al limite stabilito dalla legge. L'indennità di maternità viene corrisposta alla madre lavoratrice (o, in alternativa, al padre lavoratore) durante i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro per gravidanza e puerperio. L'assegno di maternità spetta, in occasione della nascita di ciascun figlio, alle lavoratrici che non hanno contributi sufficienti per ottenere l’indennità di maternità. È corrisposto per intero se la lavoratrice, in relazione alla sua situazione contributiva, non percepisce l'indennità; è corrisposto per differenza se l'indennità percepita è inferiore all'importo dell'assegno.
Ai genitori spetta inoltre un'indennità per i periodi di congedo parentale complessivamente non superiori a 11 mesi, entro i primi otto anni di vita del bambino. I lavoratori usufruiscono dell'indennità o dell'assegno per maternità e dell'indennità per congedo parentale anche nel caso di adozione o di affidamento. L'assegno per congedo matrimoniale spetta per la durata di otto giorni ai lavoratori con qualifica non impiegatizia che fruiscono di un congedo per matrimonio. L’indennità di malattia viene pagata, in sostituzione della retribuzione, ai lavoratori che si assentano dal lavoro per malattia. Spetta per un periodo massimo di 180 giorni. I primi tre giorni sono a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno di assenza provvede l'Inps. Dal 2007 il diritto all'indennità di maternità, al trattamento economico per congedo parentale e all'indennità di malattia è riconosciuto anche ai lavoratori a progetto, alle condizioni e nei limiti stabiliti dalla legge.
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