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Teorie economiche del 1700

Durante il 1700, nonchè nel periodo illuministico, si svilupparono due importanti teorie economiche: la fisiocrazia e il liberismo.

FISIOCRAZIA
Esponente principale:Quesnay, che scrisse per l'Enciclopedia le voci "Fittavoli" e "Grani".
Su cosa si basa:sull'agricoltura, come vero motore della crescita economica (da physis e kratìa, "potere della natura).
Caratteristiche:lo scopo dei fisiocratici era quello di aumentare la produzione agricola per evitare i periodi di carestia. I fisiocratici consideravano l'agricoltura come la base di ogni attività economica, perchè, in effetti, era l'unica in grado di produrre beni. Per incrementare la crescita agricola era però necessario eliminare tutti i vincoli, e praticare, quindi, un libero commercio (in particolare, si prestò attenzione al libero commercio del grano).

LIBERISMO
Esponente principale:Adam Smith, che pubblicò Ricerche sopra la natura e la causa delle ricchezza delle nazioni.
Su cosa si basa:divisione e specializzazione del lavoro come presupposto dello sviluppo; libero mercato.
Caratteristiche:secondo Smith la ricchezza dell'economia dipendeva dal valore creato dal lavoro (quello dei capitalisti, non dei proprietari terrieri). La divisione e la specializzazione del lavoro erano, secondo lui, i presupposti principali dello sviluppo. Sosteneva la necessità di un libero mercato, libero, appunto, da dazi o vincoli di qualunque genere, nonchè dall'autorità pubblica. La virtù del libero mercato consisteva nella cosiddetta "mano invisibile", in grado di trasformare un'azione mossa da un'esigenza egoistica in un fattore di crescita del benessere collettivo.

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