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Settori Economici


Tre sono i settori dell'economia: agricoltura o primario (comprese anche zootecnia e pesca), industria o secondario, servizi (terziario). L'industria estrattiva viene qualche volta compresa nel primario (materie prime), più spesso nel secondario; del terziario fa parte più o meno tutto quanto non rientra nei primi due settori economici: Pubblica amministrazione, credito, commercio, tempo libero, servizi vari. L'incidenza dei tre settori economici sul prodotto complessivo di un Paese è storicamente variabile; le modificazioni relative sono dati essenziali per la comprensione della storia. In una società preindustriale, l'80-85% della popolazione attiva lavora nell'agricoltura. Ancora intorno al 1750 la percentuale si collocava al 65% in Inghilterra, al 76% in Francia lavoro agricolo (oggi negli Usa gli agricoltori sono inferiori al 3% della popolazione attiva). Solo a partire dalla seconda metà del Settecento si ebbe in agricoltura una radicale trasformazione, allorché la crescita della popolazione non fu più ostacolata dalla penuria delle risorse, e ciò grazie a innovazioni quali le recinzioni, l'eliminazione del maggese, le rotazioni continue; a partire dalla seconda metà dell'Ottocento si diffondono le macchine e i concimi chimici. Nelle società preindustriali la popolazione attiva comprendeva un numero consistente di bambini e ragazzi inferiori ai 15 anni e di anziani superiori ai 65. È solo l'alta produttività contemporanea che ha consentito la scolarità di massa e il pensionamento. Se il tempo di lavoro era lungo e l'inserimento nella produzione precoce, e se il pensionamento coincideva generalmente con la morte, gli uomini trovavano qualche compenso moltiplicando le festività. Dal momento che la maggior parte della gente era costretta a lavorare la terra, solo una piccola parte della popolazione poteva soddisfare bisogni non elementari.
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