Concetti Chiave
- I tre settori dell'economia comprendono agricoltura, industria e servizi, ognuno con un ruolo distintivo e variabile nel prodotto complessivo di un Paese.
- Nel periodo preindustriale, la maggior parte della popolazione attiva, tra l'80 e l'85%, era impiegata nell'agricoltura, con percentuali elevate anche in Inghilterra e Francia nel XVIII secolo.
- La trasformazione dell'agricoltura iniziò nella seconda metà del Settecento, grazie a innovazioni come recinzioni, rotazioni continue e, successivamente, macchinari e concimi chimici.
- Le trasformazioni sociali hanno portato a un aumento della produttività, consentendo la scolarità di massa e il pensionamento, a differenza delle società preindustriali.
- La vita lavorativa era caratterizzata da un lungo impegno e un inserimento precoce nella produzione, con una piccola parte della popolazione che soddisfaceva bisogni non elementari.
Indice
I tre settori economici
Tre sono i settori dell'economia: agricoltura o primario (comprese anche zootecnia e pesca), industria o secondario, servizi (terziario). L'industria estrattiva viene qualche volta compresa nel primario (materie prime), più spesso nel secondario; del terziario fa parte più o meno tutto quanto non rientra nei primi due settori economici: Pubblica amministrazione, credito, commercio, tempo libero, servizi vari. L'incidenza dei tre settori economici sul prodotto complessivo di un Paese è storicamente variabile; le modificazioni relative sono dati essenziali per la comprensione della storia.
Evoluzione storica dell'agricoltura
In una società preindustriale, l'80-85% della popolazione attiva lavora nell'agricoltura. Ancora intorno al 1750 la percentuale si collocava al 65% in Inghilterra, al 76% in Francia lavoro agricolo (oggi negli Usa gli agricoltori sono inferiori al 3% della popolazione attiva). Solo a partire dalla seconda metà del Settecento si ebbe in agricoltura una radicale trasformazione, allorché la crescita della popolazione non fu più ostacolata dalla penuria delle risorse, e ciò grazie a innovazioni quali le recinzioni, l'eliminazione del maggese, le rotazioni continue; a partire dalla seconda metà dell'Ottocento si diffondono le macchine e i concimi chimici.
Trasformazioni sociali e produttività
Nelle società preindustriali la popolazione attiva comprendeva un numero consistente di bambini e ragazzi inferiori ai 15 anni e di anziani superiori ai 65. È solo l'alta produttività contemporanea che ha consentito la scolarità di massa e il pensionamento. Se il tempo di lavoro era lungo e l'inserimento nella produzione precoce, e se il pensionamento coincideva generalmente con la morte, gli uomini trovavano qualche compenso moltiplicando le festività. Dal momento che la maggior parte della gente era costretta a lavorare la terra, solo una piccola parte della popolazione poteva soddisfare bisogni non elementari.
Domande da interrogazione
- Quali sono i tre settori principali dell'economia?
- Come è cambiata la percentuale di popolazione attiva nell'agricoltura nel corso della storia?
- Quali fattori hanno contribuito alla trasformazione dell'agricoltura nella seconda metà del Settecento?
I tre settori dell'economia sono l'agricoltura (primario), l'industria (secondario) e i servizi (terziario). L'industria estrattiva può essere inclusa nel primario o nel secondario, mentre il terziario comprende tutto ciò che non rientra nei primi due settori.
In una società preindustriale, l'80-85% della popolazione attiva lavorava nell'agricoltura. Nel 1750, in Inghilterra e Francia, le percentuali erano rispettivamente del 65% e 76%, mentre oggi negli Stati Uniti gli agricoltori rappresentano meno del 3% della popolazione attiva.
La trasformazione dell'agricoltura è avvenuta grazie a innovazioni come le recinzioni, l'eliminazione del maggese e le rotazioni continue, che hanno permesso una crescita della popolazione non ostacolata dalla penuria delle risorse. A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, si sono diffuse anche macchine e concimi chimici.