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IVA: evasione fiscale

L’evasione delle imposte dirette avviene omettendo la dichiarazione dei redditi o dichiarando un reddito inferiore a quello effettivo oppure interpretando a proprio favore la normativa (in caso di autotassazione). Invece l’evasione dell’ Iva avviene in altri modi.
Sappiamo che l’operatore economico deve versare all’Erario la differenza fra Iva riscossa (e quindi a debito) e iva pagata (e quindi a credito): quindi, per evadere, l’operatore può cercare di ridurre, in modo illecito, l’importo da versare, aumentando l’ Iva a credito e diminuendo quella a debito. Nel primo caso egli dovrebbe procurarsi delle fatture d’acquisto false (operazione difficile e rischiosa) e nel secondo caso nascondendo una parte delle vendite, omettendo l’emissione di un certo numero di fatture (operazione di attuazione più facile). L’evasione fiscale dell’ Iva inizia con il mancato rispetto dell’emissione della bolla di accompagnamento.
I casi di evasione più diffusi sono:
• mancata emissione di bolla di accompagnamento; questo consente di non emettere la fattura e di evadere totalmente il fisco.
• emissione di una bolla di accompagnamento per una quantità inferiore di merci rispetto a quella consegnata effettivamente oppure di qualità inferiore. In entrambi i casi si tratta di un’evasione parziale
I sistemi di evasione sono tutti rischiosi e soggetti a due tipi di controllo: controllo su strada degli automezzi utilizzati per il trasporto della merce in consegna o controllo in azienda
Esistono anche sistemi di evasione più complessi, come si può leggere quotidianamente sulla stampa, quali l’emissione di bolle in nero che richiede la complicità della tipografia perché, in pratica, si dispone di due copie degli stessi stampati che per norma devono essere numerata: vengono compilate due bolle, una provvisoria, che sarà eliminata, e l’altra definitiva con una quantità di merce da consegnare nettamente inferiore.
L’evasione fiscale viene combattuta con le legislazione fiscale, con i controlli effettuati su strada o in azienda dalla Guardia di Finanza, con la contrapposizione di interessi fra venditore e compratore in quanto il secondo ha interesse a vedersi fatturato l’ acquisto per aumentare l’Iva a credito ed infine con l’esigenza di poter disporre di pezze giustificative coerenti ai fini di un controllo di gestione interno.
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