Video appunto: Principio dell'utilità marginale

principio dell'utilità marginale



La relazione tra la quantità consumata di un bene e l'utilità che ne possiamo ricavare può essere rappresentata tramite un grafico che misuri sull'asse delle ascisse la quantità consumata e sull'asse delle ordinate l'utilità complessiva o totale che deriva dal consumo di quantità via via crescenti.

Al consumo delle prime razioni il soggetto aumenta rapidamente la propria utilità: la curva presenta infatti un andamento crescente. Mano a mano che il consumo cresce, però, l'incremento di utilità diventa via via minore, fino a raggiungere un punto di sazietà (S) in cui, anche se il consumo aumenta, l'utilità rimane invariata. Fino al punto S, perciò, la curva si mantiene crescente, ma la sua pendenza si riduce costantemente fino a raggiungere nel punto di sazietà un massimo simile alla sommità di un colle. Oltre tale punto un ulteriore incremento del consumo riduce l'utilità del soggetto: il bene diventa allora disutile e la curva dell'utilità totale diventa decrescente.

L'utilità che il soggetto riceve da ogni singola porzione aggiuntiva consumata di bene si chiama utilità marginale.
Le considerazioni precedenti consentono di stabilire che l'utilità marginale di un bene diminuisce all'aumentare della quantità consumata affermando così il principio dell'utilità marginale decrescente.
Sull'asse delle ascisse vengono misurate ora le porzioni aggiuntive consumate di un determinato prodotto e sull'asse delle ordinate l'utilità marginale che deriva da ogni singola porzione.