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Principio di sussidiarietà


Il principio di sussidiarietà regola l’autonomia di spesa degli enti territoriali: le funzioni amministrative vengono attribuite in linea di principio all'ente di minori dimensioni, il quale è più vicino alla popolazione locale e in grado di interpretarne più efficacemente i bisogni, mentre agli altri livelli di governo (regionale o statale) sono attribuite le funzioni che per ragioni economiche e organizzative non possono essere svolte in modo efficiente a livello inferiore. Per esempio, nel settore dei trasporti corrisponde a criteri di efficienza economica organizzare a livello comunale il servizio di trasporto urbano, a livello regionale il servizio di trasporti extraurbani di linea, a livello statale il servizio ferroviario a lunga percorrenza o internazionale; nel settore delle attività ricreative un piccolo Comune può darsi carico della spesa di un parco giochi destinato alla popolazione locale mentre un centro sportivo polifunzionale dovrebbe essere organizzato a livello territoriale più ampio. L'autonomia degli enti locali, e soprattutto delle regioni, è potenziata non soltanto sul lato della spesa ma anche su quello delle entrate. Negli Stati unitari il federalismo fiscale può essere più o meno accentuato. Una forma particolarmente attenuata è quella in cui le Regioni e gli altri enti non possono stabilire autonomamente le proprie fonti di finanziamento perché hanno limitata capacità impositiva; possono avere entrate derivanti da tributi propri ma questi sono previsti da leggi dello Stato mentre agli enti territoriali spetta il potere di provvedere autonomamente all'accertamento e alla riscossione, e di determinarne l'aliquota entro un limite minimo e massimo. Questa forma di autonomia, benché limitata, consente alle Regioni e agli enti locali di attuare le loro scelte sulla base di un'autonoma copertura finanziaria (corrispondenza fra chi spende e chi paga). L'intensità dei poteri degli enti territoriali è maggiore quando le Regioni possono stabilire con proprie leggi le proprie fonti di entrata, nel quadro di un modello che non scardina l'unità del sistema tributario pur nel rispetto delle differenze fra le varie Regioni. Esso presuppone infatti che sia lo Stato a dettare i principi generali del sistema tributario e che le Regioni, pur facendo leva sull'autonomo potere fiscale per istituire tributi propri, raggiungano i propri obiettivi coordinandone l'esercizio con il potere centrale.
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