Concetti Chiave
- I prezzi nel settore pubblico sono entrate contrattuali e originarie, derivanti dalla vendita di beni o servizi per coprire i costi con i ricavi.
- I prezzi privati si formano secondo la domanda e offerta con un obiettivo di profitto, mentre i prezzi quasi privati perseguono fini di interesse pubblico.
- I prezzi pubblici, o tariffe, sono regolamentati e fissati d'autorità, bilanciando criteri economici e sociali senza possibilità di contrattazione.
- Le tariffe per servizi liberalizzati sono stabilite da Autorità di vigilanza e possono differenziare le fasce di utenza per estendere il consumo e coprire i costi.
- I prezzi politici sono tariffe che coprono solo alcune voci di costo, risultando inferiori al costo totale di produzione e finanziate tramite trasferimenti pubblici.
Prezzi e attività economica pubblica
L'entrata ha natura di prezzo quando lo Stato (o altro ente pubblico) svolge attività economica secondo i comuni meccanismi del mercato ed offre beni o servizi destinati alla vendita in modo da coprirne i costi (o almeno una parte di essi) con i ricavi. I prezzi sono entrate di tipo contrattuale, poiché sono il corrispettivo di uno scambio; sono entrate originarie, in quanto si riferiscono alla gestione di beni o all'attività di imprese appartenenti a soggetti del settore pubblico, A seconda del modo in cui si formano, i prezzi sono privati, quasi privati, pubblici o politici. Il prezzo privato è il prezzo di mercato, che si forma secondo la legge della domanda e dell'offerta, in base al solo criterio della convenienza economica. In realtà nel settore pubblico questa situazione si verifica raramente, perché presuppone che l'operatore pubblico programmi la propria attività economica allo stesso modo dei privati, avendo come unico fine il profitto ed escludendo qualunque fine di interesse collettivo. È un prezzo privato, per esempio, quello che un ente ricava dalla vendita di prodotti agricoli coltivati su terreni del suo patrimonio al solo scopo di ottenere un reddito. Lo stesso accade quando un ente, avendo in portafoglio titoli quotati, li vende al prezzo corrente in Borsa con il solo fine di realizzarne il valore. Il prezzo quasi privato si forma anch'esso secondo la legge della domanda e dell'offerta, ma l'azienda pubblica regola l'offerta del prodotto in modo da realizzare direttamente un fine di pubblico interesse o un intervento di politica economica. Sono prezzi quasi privati quelli ricavati dalla vendita del legname delle foreste demaniali, in quanto l'obiettivo primario non è quello di offrire sul mercato la quantità che più conviene produrre, ma quello di conservare l'integrità delle foreste per fini di tutela ambientale.
Prezzi pubblici e tariffe regolamentate
Il prezzo pubblico, o tariffa, è un prezzo regolamentato, fissato d'autorità e senza possibilità di contrattazione, tenendo conto sia di criteri economici (equilibrio fra costi e ricavi) sia di considerazioni di carattere sociale (diffusione del servizio, tutela di determinate categorie di utenti ecc.). È il caso delle tariffe per i servizi di pubblica utilità, come il servizio postale, telefonico, ferroviario, il trasporto pubblico urbano, la raccolta e gestione dei rifiuti, la distribuzione del gas metano, dell'energia elettrica ecc. Ricordiamo che in passato questi servizi erano gestiti in massima parte dalle Pubbliche amministrazioni in regime di monopolio e solo di recente sono stati aperti alla concorrenza o affidati in concessione mediante asta pubblica. I criteri per la determinazione delle tariffe sono stabiliti direttamente dal governo o dagli enti locali se il servizio è prodotto da aziende autonome statali o municipalizzate; sono stabiliti dalle Autorità di vigilanza peri servizi liberalizzati e gestiti da imprese privatizzate. Generalmente la tariffa è fissata in modo da differenziare le fasce di utenza: alle categorie di utenti che si intendono agevolare viene applicato un prezzo inferiore al costo medio e alle altre un prezzo superiore (ne sono esempio le fasce orarie delle tariffe telefoniche, gli abbonamenti a prezzo ridotto per i pendolari che viaggiano in treno ecc.
Prezzi politici e accessibilità
); in tal modo si ottiene lo scopo di estendere il consumo del servizio e, nel contempo, coprire il costo totale di produzione, Il prezzo politico è anch'esso una tariffa, cioè un prezzo regolamentato, ma, a differenza del prezzo pubblico, è fissato in modo che il ricavo complessivo sia inferiore al costo totale di produzione. Generalmente sono offerti a prezzo politico i beni meritevoli di particolare tutela, allo scopo di renderli accessibili a tutti (la casa di abitazione di tipo popolare, il servizio mensa presso le sedi dei grandi uffici pubblici ecc.). La determinazione del prezzo avviene in modo da coprire soltanto determinate voci di costo prestabilite (generalmente i costi variabili). La perdita che ne risulta è finanziata con trasferimenti da parte dello Stato o degli enti locali; ciò vuol dire che viene posta a carico della collettività mediante il prelievo fiscale, Come si vede, il prezzo politico è ben lontano dal prezzo di mercato. Tuttavia esso può ancora considerarsi un corrispettivo perché ha come base un rapporto contrattuale ed è determinato in base a criteri economici, cioè con riferimento alla quantità acquistata dal consumatore e a una parte definita dei costi.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra prezzi privati e quasi privati nel settore pubblico?
- Cosa sono i prezzi pubblici e come vengono determinati?
- In che modo le tariffe differenziano le fasce di utenza?
- Cosa caratterizza il prezzo politico rispetto al prezzo pubblico?
- Qual è il ruolo dello Stato nella determinazione dei prezzi nel settore pubblico?
I prezzi privati si formano secondo la legge della domanda e dell'offerta, mirano al profitto e sono rari nel settore pubblico. I prezzi quasi privati, invece, seguono la stessa legge ma sono regolati per raggiungere fini di pubblico interesse, come la tutela ambientale.
I prezzi pubblici, o tariffe, sono regolamentati e fissati d'autorità, tenendo conto di criteri economici e sociali. La loro determinazione è effettuata dal governo o dagli enti locali, specialmente per i servizi di pubblica utilità.
Le tariffe sono fissate in modo da applicare prezzi inferiori a determinate categorie di utenti per agevolarli, mentre altre categorie pagano un prezzo superiore, come nel caso delle fasce orarie delle tariffe telefoniche.
Il prezzo politico è fissato in modo che il ricavo complessivo sia inferiore al costo totale di produzione, rendendo beni e servizi accessibili a tutti, e la perdita è coperta da trasferimenti statali o locali.
Lo Stato gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi, stabilendo criteri per le tariffe e finanziando eventuali perdite attraverso il prelievo fiscale, garantendo così l'accessibilità ai servizi essenziali.