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PIL E ISU

Con il termine “sviluppo” ci si riferisce in genere alla crescita economica che i Paesi realizzano attraverso le attività produttive e gli scambi commerciali. Per misurare questo sviluppo nei vari Stati si usa il PIL (Prodotto Interno Lordo o PIL pro capite annuo in dollari USA); la Banca Mondiale classifica i Paesi a seconda del reddito, che può essere elevato, medio, medio-basso e basso. Principale limite di questa classificazione basata sul PIL pro capite è che non rileva gli squilibri e le disuguaglianze nella distribuzione del reddito. Inoltre, crescita economica e reddito pro capite non misurano la qualità della vita delle persone che si basa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi sanitari e all'istruzione, sulla sicurezza dal crimine, sulla libertà politica, sui servizi per l’ambiente e la cultura. Per misurare questo benessere effettivo della popolazione si usa infatti l’Indice di Sviluppo Umano (ISU) che mostra quanto ogni Paese si avvicina a tre obiettivi: un buon livello di reddito e condizioni di vita dignitose, un accesso all'istruzione per tutti; ed un’elevata speranza di vita. Le differenze possono essere molto grandi: per esempio, nei Paesi ricchi la speranza di vita supera gli 80 anni, mentre nei più poveri non raggiunge i 50 anni. Dal 1990 a oggi, molti Paesi hanno migliorato la propria posizione nella classifica dell'ISU.

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