Il ruolo delle multinazionali


Le protagoniste della globalizzazione sono le imprese. Esse infatti
Sono le interpreti del commercio internazionale;
Effettuano investimenti produttivi all'estero;
Allacciano rapporti contrattuali, prevalentemente via Internet, con altre imprese nei Paesi in ascesa industriale;
Favoriscono i trasferimenti di tecnologia e la diffusione del sapere.
Tra tutte sono le imprese multinazionali a possedere gli strumenti più idonei per inserirsi in questa nuova dimensione dell'economia. Principalmente sono delle imprese che operano in più paesi, principalmente nei Paesi in via di sviluppo.

Vantaggi per le imprese multinazionali


Minori costi di lavoro, che si ottengono localizzando le filiali in Paesi in via di sviluppo: la manodopera, negli Stati in cui si trovano le filiali delle multinazionali, percepisce salari notevolmente più bassi rispetto a quelli vigenti nel Paese della casa madre e l'orario di lavoro è più prolungato;
Condizioni fiscali favorevoli, poiché nei Paesi in cui la multinazionale decide di operare il sistema tributario è di per sé più leggero, o perché la multinazionale riesce a fare pressioni sugli Stati stessi ottenendo condizioni più vantaggiose in cambio di posti di lavoro.
Disponibilità di materie prime, con la conseguenza che il loro prezzo risulta minore e costituisce un'importante riduzione di costo per l'impresa;
Condizioni creditizie agevolate, giustificate dal fatto che si va ad accrescere il potenziale di crescite di Paesi in via di sviluppo;
Utilizzo di tecnologie ormai obsolete (l’azienda può avere convenienza a esportare nuove tecnologie là dove sono ancora sconosciute).

Svantaggi della presenza di multinazionali nei Paesi in via di sviluppo


L'apertura di filiali di multinazionali favorisce lo sviluppo di un'attività industriale (effetto positivo), ma si tratta di un'imposizione imprenditoriale;
I vertici di queste imprese inoltre, rimangono nelle mani di dirigenti interni e le forze di lavoro locali sono ridotte ai livelli più bassi della gerarchia lavorativa e alla manovalanza.
Sicuramente c'è un considerevole aumento dell'occupazione, ma molto spesso ci si trova difronte allo sfruttamento dei lavoratori, sottopagati e sottoposti a pesanti turni lavorativi. (Lavoro minorile)
Si crea una dipendenza economica del Paese più debole rispetto a quello più evoluto, dipendenza che può diventare politica, data la fragilità dei Governi locali e il supporto che le imprese multinazionali ottengono dai loro Governi nazionalisti: neocolonialismo;
Le multinazionali risultano lontane dall'essere elemento di supporto per lo sviluppo delle economie più deboli, perché sono improntate alla logica dell'espansione e del profitto e non realizzano quel passaggio di tecnologie e conoscenze che potrebbero avviare nei Paesi in via di sviluppo un decollo economico.

Le multinazionali si espandono anche nei paesi ricchi, a danno delle imprese piccole che hanno minore capacità competitiva.
Si vengono a formare situazioni di oligopolio, in cui le imprese concorrenti sono caratterizzate dal fatto di avere dimensioni ampie e di operare in un mercato a dimensione mondiale.

La struttura delle multinazionali corrisponde a quella delle holding trust e consente a queste imprese un'espansione territoriale capillare. Nelle holding più imprese si trovano sotto il controllo di una sola società, denominata società madre, che tiene le fila di tutto il gruppo, decide le strategie operative e gli investimenti da effettuare, determina i prezzi da praticare e sceglie i mercati in cui operare.

Attualmente, la creazione di imprese multinazionali avviene secondo la forma di JOIN VENTURE = Contratto con cui più imprese si impegnano a collaborare alla realizzazioni di un piano di investimenti, mettendo in comune i propri patrimoni tecnici aziendali e suddividendosi i rischi dell'operazione.
Tale modello viene adottato soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, che non avendo da sol i mezzi sufficienti per creare imprese locali, hanno modo di dare avvio a programmi imprenditoriali collaborando con le grandi imprese.
Nei Paesi poveri, la costruzione di tale modello risulta difficoltosa per l'eccessiva debolezza economica e la conseguente incapacità contrattuale di ottenere accordi di questo tipo.

La new economy = Nuovi strumenti che l'economia utilizza ai giorni nostri riconoscibili nella diffusione della lettura informatica e digitale, nonché nello sviluppo delle tecnologie e dell'informazione e della comunicazione.
Con la new economy ci troviamo di fronte a una vera e propria rivoluzione economica che, diversamente dalle precedenti rivoluzioni industriali, non ha confini delimitati né barriere fisiche, grazie soprattutto alla dimensione mondiale delle reti di telecomunicazione, in particolare di Internet. Ecco quindi che l'affermazione della new economy si collega strettamente alla globalizzazione in atto, la cui caratteristica principale è quella di coinvolgere tutto il mondo in un unico mercato, senza tener conto dei confini dei singoli Stati. Uno dei fattori che ha consentito l'affermazione della new economy è sicuramente il recente sviluppo di Internet, non a caso definita "la rete delle reti”;

Internet è una rete di interconnessione, che collega tra loro reti di computer;


NB: Il commercio equo solidale si propone come possibile soluzione per attenuare gli aspetti negativi della globalizzazione, attraverso i suoi rapporti commerciali internazionali basati su valori fondamentali, quali la giustizia sociale ed economica, il rispetto verso le persone e verso l'ambiente, lo sviluppo sostenibile. Un altro intervento solidale è il volontariato, che costituisce un indispensabile fattore ai fini della sostenibilità economica del commercio equo. Inoltre, dalla pratica della vita quotidiana all'elaborazione delle prospettive future, colui che pratica volontariato dona la propria forza di volontà per la realizzazione di un possibile mondo migliore.

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