Stati e imprese multinazionali

In passato molti Stati attuavano una politica chiamata <<protezionistica >>: impedivano o scoraggiavano, per esempio, l'ingresso di prodotti realizzati all'estero per proteggere le aziende del proprio Paese, evitando così la concorrenza straniera. Un modo per limitare e scoraggiare l'ingresso di prodotti esteri era rappresentato dalle imposte doganali che costringevano gli importatori ad aumentare il prezzo del prodotto, che di conseguenza, diventava più caro di quello nazionale.
Oggi invece gli Stati fanno accordi internazionali per abbattere molte barriere doganali e la tendenza è quella della libera circolazione di capitali, lavoratori, materie prime e prodotti industriali.
Le imprese multinazionali industriali e commerciali avendo una naturale tendenza a cercare di ampliare i mercati ai quali rivolgersi, sono state le prime a orientare l'economia verso la globalizzazione.

Oltre a cercare di vendere le proprie merci in tutto il mondo, infatti, queste imprese hanno anche l'interesse a produrre ai costi più bassi e nei luoghi nei quali trovano le condizioni a loro più favorevoli. Questo comporta il trasferimento delle attività (delocalizzazione).

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