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La dismissione delle immobilizzazioni materiali

Per dismissione di un’immobilizzazione di intende la sua eliminazione dal processo produttivo.
Le ragioni che portano alla dismissione di un bene strumentale sono dovute essenzialmente a tre fattori:
1. Il tempo, nel senso che il bene è vecchio ed è stato completamente sfruttato;
2. L’obsolescenza, ovvero il superamento tecnologico che ne rende necessaria la sostituzione;
3. Il danneggiamento fisico.
Le aziende prestano attenzione più alla vita economica che non a quella fisica del bene.
La dismissione si accompagna spesso alla sostituzione del bene e si ha una permuta, dal momento che l’azienda deve rimpiazzarlo per poter continuare l’attività.
La dismissione può essere:
• A titolo oneroso, che determina per l’azienda un corrispettivo e si attua mediante la vendita del bene a terzi, la permuta in caso di acquisto di un bene sostitutivo, la destinazione al consumo personale o familiare dell’imprenditore o l’assegnazione ai soci;

• A titolo gratuito, che comporta l’eliminazione del bene dal processo di produzione, la donazione a terzi oppure la sua distruzione.

Nel caso di dismissione a titolo oneroso occorre considerare l’ammontare del fondo ammortamento corrispondente:
1. Se il bene dismesso è stato completamente ammortizzato, si avrà una plusvalenza pari all’intero corrispettivo che verrà concordato;
2. Se non è stato completamente ammortizzato, può far sorgere un componente di reddito positivo o negativo:
a. Se il valore di realizzo è maggiore del valore contabile, si avrà una plusvalenza;
b. Se il valore di realizzo è minore del valore contabile, si avrà una minusvalenza.

I principi contabili nazionali hanno ristretto in modo considerevole l’area della gestione straordinaria dell’azienda, distinguendo le minusvalenze e plusvalenze in ordinarie e straordinarie.
Le minusvalenze/plusvalenze ordinarie derivano dalla cessione, secondo programmazione aziendale, di beni strumentali non aventi una notevole rilevanza rispetto al complesso delle immobilizzazioni tecniche funzionanti in azienda.
Le minusvalenze/plusvalenze straordinarie derivano, invece, dalla cessione di beni non strumentali e dalla cessione di beni strumentali aventi una notevole rilevanza rispetto al complesso delle immobilizzazioni tecniche funzionanti in azienda.
La dismissione di un bene strumentale a titolo gratuito può essere determinata dalla eliminazione volontaria.
Se l’eliminazione è volontaria, si possono presentare due casi:

1. Se il bene risulta completamente ammortizzato, è necessario eliminare dalla contabilità il conto a esso intestato attraverso lo storno del relativo fondo ammortamento;
2. Se il bene non risulta completamente ammortizzato, allo storno del fondo si accompagna la rilevazione di un componente ordinario di reddito per la parte non ancora ammortizzata, che viene rilevato nel conto economico del reddito per la parte acceso ai costi d’esercizio Insussistenze passive ordinarie.

Se l’eliminazione è involontaria, il valore eventualmente non ammortizzato rappresenta un componente negativo di reddito di natura straordinaria che grava sul reddito dell’esercizio e che viene rilevato nel conto economico di reddito acceso ai costi d’esercizio Insussistenze passive straordinarie.

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