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L'elasticità della domanda in relazione al reddito


D’altronde, i livelli sempre più alti di benessere che caratterizzano le economie occidentali portano a una costante riduzione della spesa per prodotti primari e dunque a un calo continuo delle importazioni di questi tipi di beni (l’elasticità al reddito della domanda di caffè è pari a 0,8 circa, quella del cacao è 0,5 e quella dello zucchero è 0,4). Al contrario , piccoli aumenti del reddito dei Paesi poveri si traducono immediatamente nella necessità di maggiori importazioni di beni industriali e di manufatti. Inoltre l’impiego di prodotti sintetici (gomma, nylon, plastica) spesso riduce la domanda di materie prime naturali (caucciù, cotone, cuoio o pellami in genere).

L’importanza del mercato interno


È chiaro allora che, in queste condizioni disuguali, il commercio estero non può più essere interno considerato un inevitabile fattore di crescita, potendo invece esso contribuire ad aggravare
le disparità esistenti. Diventa quindi necessario stimolare il mercato interno attraverso la creazione di un’industria nazionale, proteggendola, in una prima fase almeno, dalla concorrenza dei Paesi più sviluppati.


Curve di Lorenz


La distribuzione del reddito del Brasile e dell’Ungheria, due Paesi nei quali, nonostante il reddito pro capite sia sostanzialmente simile, il tenore di vita della popolazione è molto diverso. In Brasile infatti la ricchezza è concentrata nelle mani di una parte ristretta della popolazione (il 20% più ricco possiede il 67,5% della ricchezza, mentre il 20% più povero possiede soltanto il 2,1% della ricchezza del Paese). In Ungheria invece la ricchezza è distribuita in modo più uniforme (il 20% più ricco ne possiede il 36,6%, mentre il 20% più povero ne possiede soltanto il 9,5%).
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