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Concetti Chiave

  • La scienza economica si concentra sullo studio dei comportamenti umani orientati alla creazione di ricchezza, emergendo come disciplina autonoma con le scoperte geografiche e i grandi imperi coloniali.
  • Il mercantilismo, sviluppatosi tra il XVI e il XVIII secolo, considera la ricchezza di uno stato basata su moneta e metalli preziosi, promuovendo politiche nazionaliste e protezioniste.
  • La fisiocrazia, rappresentata da François Quesnay, sostiene che solo l'agricoltura può accrescere la ricchezza di una nazione, favorendo il libero scambio e l'esportazione di derrate alimentari.
  • La teoria keynesiana, elaborata da J.M. Keynes, evidenzia la dipendenza reciproca tra consumi, risparmi e investimenti, sottolineando il ruolo attivo dello Stato nella garantire la piena occupazione.
  • L'economia mista, presente in molti paesi industrializzati, combina elementi di capitalismo e collettivismo, con una coesistenza di proprietà privata e pubblica dei mezzi di produzione.

Indice

  1. Origini della scienza economica
  2. Teorie economiche storiche
  3. Economia classica e lavoro
  4. Capitalismo e lavoro salariato
  5. Teoria keynesiana e intervento statale
  6. Economia mista e proprietà

Origini della scienza economica

La scienza economica ha come oggetto lo studio dei comportamenti dell’uomo che ha come obiettivo la formazione della ricchezza e, come disciplina autonoma, è nata in concomitanza con le scoperte geografiche e la formazione dei grandi imperi coloniali. I contributi più significativi alla scienza economica sono stati portati da alcune teorie economiche. Le più importanti sono: il mercantilismo, la fisiocrazia, la scuola classica, il marginalismo, il capitalismo, il collettivismo, la teoria keynesiana, l’economia mista.

Teorie economiche storiche

• Il mercantilismo si è sviluppato tra la fine del XVI e la prima metà del XVIII secolo. Secondo questa teoria, la ricchezza dello stato e è costituita dalla moneta e dai metalli preziosi posseduti. Per questo motivo il mercantilismo può essere considerato la base delle politiche nazionaliste e protezioniste perché la ricchezza poteva essere acquisita solo col commercio estero.
• La fisiocrazia si è sviluppata in Francia nella seconda metà del XVIII secolo. IL massimo esponente è stato François Quesnay. Secondo tale teoria, solo l’agricoltura è in gradi di accrescere la ricchezza di una nazione. Sulla base di questa teoria, i fisiocrati auspicavano la politica commerciale del libero scambio e l’esportazione delle derrate alimentari.

Economia classica e lavoro

• Per economia classica si intendono tutti quei concetti economici che, a partire dalla Rivoluzione industriale del XVIII secolo hanno costituito le basi del capitalismo nascente. I principali esponenti sono Adam Smith e David Ricardo, secondo i quali il valore di un bene deriva dalla quantità di lavoro necessaria per produrlo. Questa impostazione sarà ripresa più tardi da Karl Marx.
• Il Marginalismo si è sviluppato soprattutto nell’ultimo trentennio del XIX secolo. La teoria si base sul concetto che il valore di un bene è coincidente con la sua utilità; pertanto il rapporto di scambio di un bene è principalmente determinato dalle preferenze dei consumatori, anziché dal lavoro necessario per produrlo.

Capitalismo e lavoro salariato

• Il capitalismo sostiene un sistema economico-sociale in cui i mezzi di produzione appartengono a privati e in cui vige separazione tra la classe dei capitalisti-proprietari e quella dei lavoratori. Il lavoro assume la forma generalizzata di lavoro salariato che si acquista e si vende come forza produttiva o forza-lavoro in base alle ore di lavoro o delle quantità prodotte. Con il capitalismo scompare il lavoro sotto forma indipendente o semi indipendente. Questa tendenza si espande fortemente quando alla teoria mercantilista si aggiunge l’uso delle macchine con risparmio della manodopera.

Teoria keynesiana e intervento statale

• La teoria keynesiana nasce dopo la Prima guerra mondiale per opera dell’economista inglese J.M. Keynes. Secondo questa teoria, i consumi, i risparmi, gli investimenti, il reddito e l’offerta monetaria da parte dello Stato sono in un rapporto di reciproca dipendenza. Per questo, lo Stato è tenuto ad assicurare la piena occupazione, ridistribuendo i redditi per aumentare il potere di acquisto dei consumatori.

Economia mista e proprietà

• L’economia mista, adottata da molti paesi industrializzati come l’Italia, ha elementi in comune con il capitalismo e con il sistema collettivistico e trae anche spunti dalla teoria keynesiana. In essa convivono forme di proprietà privata e pubblica dei mezzi di produzione le quali, a volte, operano in regime di concorrenza oppure in regime di sostituzione se lo Stato ritiene utile mantenere l’esclusiva dell’erogazione di certi servizi o se le imprese private non hanno convenienza a garantire un servizio pubblici

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine della scienza economica e quali sono le sue principali teorie?
  2. La scienza economica è nata con le scoperte geografiche e la formazione dei grandi imperi coloniali, studiando i comportamenti umani volti alla creazione di ricchezza. Le teorie più significative includono il mercantilismo, la fisiocrazia, la scuola classica, il marginalismo, il capitalismo, il collettivismo, la teoria keynesiana e l'economia mista.

  3. Qual è il principio fondamentale del mercantilismo?
  4. Il mercantilismo, sviluppatosi tra il XVI e il XVIII secolo, sostiene che la ricchezza di uno stato è costituita dalla moneta e dai metalli preziosi, promuovendo politiche nazionaliste e protezioniste per acquisire ricchezza tramite il commercio estero.

  5. Qual è la visione della fisiocrazia riguardo alla ricchezza?
  6. La fisiocrazia, rappresentata da François Quesnay, afferma che solo l'agricoltura può accrescere la ricchezza di una nazione, sostenendo il libero scambio e l'esportazione di derrate alimentari.

  7. Come si definisce il valore di un bene secondo l'economia classica e il marginalismo?
  8. Nell'economia classica, il valore di un bene deriva dalla quantità di lavoro necessaria per produrlo, mentre il marginalismo sostiene che il valore coincide con l'utilità del bene, determinato dalle preferenze dei consumatori.

  9. Qual è il ruolo dello Stato secondo la teoria keynesiana?
  10. La teoria keynesiana, sviluppata da J.M. Keynes, sottolinea che lo Stato deve garantire la piena occupazione e ridistribuire i redditi per aumentare il potere d'acquisto dei consumatori, poiché consumi, risparmi, investimenti e offerta monetaria sono interconnessi.

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