Video appunto: Curva dell’utilità totale

Curva dell’utilità totale



La curva dell'utilità totale misura il grado di benessere che il consumatore riceve dall'uso di un prodotto nel suo insieme. Tale grandezza, come si è detto, è costituita per definizione dalla somma dell'utilità che si ricava da ogni singola porzione a partire da quella iniziale, ossia dall'utilità marginale.
Se per esempio sto mangiando un piatto di minestra, l'utilità di tutto il piatto è data dalla somma delle utilità di ogni singolo cucchiaio. La curva parte dall'origine poiché l'utilità di 0 cucchiai è pari a 0. Il punto A indica l'utilità del primo cucchiaio di minestra e dunque il segmento 1A indica il valore dell'utilità marginale del primo cucchiaio. Il segmento 2C indica l'utilità che il consumatore riceve dal consumo di due cucchiai; tale segmento può essere scomposto in due parti: 2B che rappresenta l'utilità marginale del primo cucchiaio e BC che rappresenta l'utilità marginale del secondo. Analogamente il segmento 3F rappresenta l'utilità di tre cucchiai e a sua volta può essere scomposto in tre parti: il tratto 3D che rappresenta l'utilità del primo cucchiaio, il tratto DE che rappresenta l'utilità del secondo e il tratto EF che rappresenta l'utilità del terzo.

Al crescere del numero di cucchiai di minestra mangiati, i segmenti che rappresentano l'utilità marginale sono via via più piccoli. Nel punto in cui l'utilità totale raggiunge il massimo livello, l'utilità marginale si annulla, indicando che il consumatore ha raggiunto la sazietà (punto S). Ogni ulteriore cucchiaio di minestra porta solo disgusto. La curva dell'utilità totale diventa infatti decrescente e l'utilità marginale è negativa.